LA RAGAZZA DELLA TERRA DI MEZZO
La Terra di Mezzo è un luogo fantastico, immaginario, un angolo tra i più affascinanti.. del nostro pianeta.
La nostra Terra di Mezzo, è un luogo speciale, tra la salita che conduce a Pila e la strada che spiana verso il paese… Nella Terra di Mezzo c’è la Chiesina e davanti a quel piccolo Santuario nostrano, c’è quel meraviglioso microcosmo che è il mondo dei Bonomi.
La nostra Terra di Mezzo è nel cuore del Vanese, che non è un quartiere, non è un borgo o una contrada. E’ il Vanese e basta. E’ la Terra di Mezzo, posta tra la salita che conduce a Pila e la strada che spiana verso il Piano. E’ un luogo genuino, che profuma di tradizione, di passione per le cose del paese, soprattutto per lo sport.
Li nasce anche lei, una delle centrali più forti della nostra storia. Quel trio delle meraviglie composto da Sara Calzoni, Stefania Cuccagna e della ragazza della Terra di Mezzo: Sabrina Bonomi.
Il racconto della Sabri, aggiunge alla nostra storia il sapore genuino delle cose paesane. Un racconto che riporta indietro la macchina del tempo di quasi trentacinque anni… E allora Sabri, andiamo, perché tornare laggiù sarà come mettersi in fila aspettare la pagnottina, alla Festa del Vanese… Sarà semplice e, soprattutto, bellissimo…
“Ricordo che in un tardo pomeriggio dell’estate 1986, il Milo, alias mio cugino Massimiliano Bonomi, tornò a casa e mi disse: «Ho incontrato Mauro Bacecci e Marcello Fagioli, mi hanno detto che vogliono formare una squadra di pallavolo e se vuoi ti aspettano al CVA per iniziare gli allenamenti». Così cominciò la mia stupenda carriera da pallavolista. Ho cominciato a giocare in questa società nella stagione 1986/87, salutandola, dopo la meravigliosa esperienza con il LEM Volley, nella stagione 1995/96 con un bel “fu fu”, perché questo era il nostro rito scaramantico. La prima partita: una domenica mattina a Foligno, se non ricordo male contro il Ficulle. Tanta emozione. Ricordi indelebili si sovrappongono: le partite giocate all’aperto sulle piattaforme delle sagre a Moiano, Villastrada, Ellera, Capanne, per poi finire con una bella torta e salsicce; le trasferte fatte con il pullman, sempre con i nostri genitori come primi tifosi… Su tutti il Boss, Franco e Primo, Remo, la Giovanna, che erano lì per incoraggiarci e tirar fuori tutta la grinta di cui eravamo capaci; gli indimenticabili due campionati vinti consecutivamente, tanto che a chi chiedeva «Cosa avete fatto?» si rispondeva: «Non cosa abbiamo fatto, ma quanto abbiamo vinto»; eravamo una vera corazzata, un “rullo compressore”.
Dopo undici stagioni consecutive vissute con la stessa maglia, per Sabrina arriva il momento del congedo. Ma il “virus” del volley è ormai talmente in circolo, che ovunque, anche lontano da quella meravigliosa Terra di Mezzo, bisogna continuare a giocare…
“Come dicevo – continua Sabrina - ho lasciato la società nel ’96 e nel ’97 mi sono sposata con quel “mostro” (così definito dal Mezza) di palleggiatore della squadra maschile: Giovanni Foglia. La voglia di giocare, d’altra parte, non era ancora svanita, così, essendomi trasferita in provincia di Terni, cercai una squadretta in quelle zone e approdai per due stagioni nelle file della Bosico, avversaria temibile negli anni della Pro Pila-Castel del Piano; anche là esperienza bellissima (nonostante il mio sangue da perugina doc), venivo chiamata dalle ragazze “la straniera” e dal mister Giorgio “Sabbbrina la Perugggina”.
La Terra di Mezzo, il cuore del Vanese, guarda caso, è proprio situata a metà strada tra le prime case del Paese e la salita che va verso Pila. Mai come in questa storia, diventa un fazzoletto di terra simbolico di quel percorso che finisce addirittura per unire Pila e Castel del Piano. E lei è lì, in quella Terra di Mezzo, ad osservare con iniziale scetticismo quel processo rivoluzionario…
“Tornando agli anni trascorsi a Castel del Piano – ricorda Sabrina - in prima battuta non vidi la fusione di buon occhio, per me la Pro Pila poteva essere solamente un’avversaria. Mi sono piacevolmente ricreduta, perché da subito ci siamo messe le une a disposizione delle altre, dando vita così quel meraviglioso rullo compressore che tate soddisfazioni ci ha regalato sotto rete”.
Ecco, la Terra di Mezzo diventa il luogo che unisce, che si lascia assorbire da un progetto che regalerà emozioni straordinarie, frutto di impegno e passione: della voglia di superare i propri limiti…
“Faticose le preparazioni estive – continua la Sabri - nei primi anni alla Torricella, poi al parco di Pila, ma sempre con la consapevolezza che tutto serviva per affrontare nel migliore dei modi il campionato. Ogni volta che penso agli anni trascorsi tra CVA e Territoriale ho l’immagine di Lara Perella che alza al centro e Sara Calzoni che schiaccia e fa punto, per me le più forti giocatrici con cui ho avuto il piacere e l’onore di allenarmi e di giocare, accostate, in un ipotetico sestetto tipo, a Mara Moretti, Marinella Antolini, Sabrina Covarini e Sabrina Bonomi, forse la meno talentuosa, ma decisiva per l’impegno, la grinta e la voglia di migliorare per conquistare il posto in squadra, che mi contraddistinguevano. Mi ricordo che sin dai primi anni ho avuto sempre un problema alle caviglie, distorsioni dovute a legamenti un po’ troppo fragili, per cui i miei amici dirigenti comprarono dei tutori, per impedire che continuassi ad infortunarmi”.
I tutori di Sabrina Bonomi, un simbolo di quegli anni… Un must, diremmo oggi. Un marchio di fabbrica della forza di volontà, della voglia di essere protagonista oltre ogni possibile impedimento. Ve lo avevamo detto che la Terra di Mezzo era un posto incredibile… Bellissimo il passaggio in cui la Sabri dice “i miei amici dirigenti”…. Ecco cos’eravamo, cosa è stato vivere quell’esperienza…
“Tutta questa bella avventura – continua Sabrina - è girata intorno a persone che hanno messo a disposizione tutta la loro passione per questo sport, pur non giocando, come Fabio, Marco, Piero, Corrado, e ad altre come Patrizio e Max che invece sapevano cosa volesse dire combattere palla su palla per raggiungere lo scopo. Dopo la fusione se ne aggiunsero altre… Renato, Laura, Enzo, Milena, Paolo, una dirigenza con cui potersi confrontare a viso aperto, sempre pronta a risolvere ogni piccolo problema che poteva presentarsi e non un’entità a cui non potevi avvicinarti. Per concludere la carrellata di nomi, faccio quello di Mauro Bacecci, il mio unico, ineguagliabile ed intramontabile allenatore, tanto che ogni volta che ci incontriamo lo saluto con un “Ciao Mister”. Parallelamente alla mia squadra seguivo anche le vicende della squadra maschile: eravamo diventati tutti amici e spesso, finito il mio allenamento, invece di tornare a casa, mi fermavo a vedere il loro allenamento, facendo la raccattapalle o quello che c’era da fare”.
Abbiamo ricordato come dal punto di vista tecnico, Sabrina Bonomi, sia stata una delle centrali più forti della storia della pallavolo “tra Pila e Castel del Piano”. E non è davvero un caso che proprio le centrali, innescate da Lara, siano state spesso decisive, addirittura autrici dei punti decisivi: di Sabrina quelli della Promozione in serie D, di Sara Calzoni quello della Promozione in C2!
Ricorda
ancora la Sabri… “Ho passato anni stupendi ed indimenticabili, fantastici, supportati
ora anche da questa bella idea della pagina Facebook, dove ho potuto rivedere
il video della promozione in Serie D, dove mi vedo protagonista degli ultimi due
punti che permisero alla squadra di fare il salto di categoria. Potrei raccontare
altri milioni di cose, ma l’unica che ora posso dire è che mi ritengo fortunata
di aver potuto vivere un’esperienza così leggera, spensierata e travolgente
allo stesso tempo. Un consiglio che mi sento di dare a tutti i genitori è di
non privare i propri figli della possibilità di vivere lo sport di squadra,
perché è un’esperienza che può soltanto arricchire chi ne è protagonista”.
E noi, una volta, di più, alla
fine delle nostre chiacchierate, ci accorgiamo di quanto fosse necessario
raccontare quello che è stato, raccontare una storia di passione, amicizia e
valori condivisi. Una storia che ha tratto energia anche da certe terre di
mezzo, terre di amore e famiglie speciali come quella dei Bonomi. Forse, mai
come in questi tempi complicati, abbiamo bisogno dell’esempio di queste storie
lontane… Perché… “Il mondo è davvero
pieno di pericoli, e vi sono molti posti oscuri; ma si trovano ancora delle
cose belle, e nonostante che l'amore sia ovunque mescolato al dolore, esso
cresce forse più forte”. Chissà
se anche John Tolkien, autore di queste parole scritte nel “Signore degli
Anelli”, si è ispirato al Vanese per la sua Terra di Mezzo. Se l’avesse fatto,
avrebbe scoperto un meraviglioso microcosmo, tra la salita che conduce a Pila e
la strada che spiana verso il Piano... Di certo avrebbe saputo di una ragazza
speciale, unica. Come solo, certe donne, della nostra Terra di Mezzo…
(M.C.)

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