UN CICLONE, CHIAMATO SILVIO SANTUCCI

Prendete un “Wilfredo Leon” e portatelo in una piccola realtà, magari nata tra un gruppo di amici, sempre un po’ in bilico tra i sogni possibili e la paura di non farcela. Pochi soldi, molta fantasia, vagonate di passione. Ecco, dentro un pianeta come questo, mettete un “Wilfredo Leon” (con il suo valore tecnico e anche, perché no, la forza catalizzatrice verso gli sponsor) e provate a vedere che succede. Il cubano naturalizzato polacco, che da un paio di stagioni regala magie al popolo del volley perugino, non se ne avrà a male, se abbiamo pensato proprio a lui, per raccontare il “ciclone Silvio Santucci”, trapiantato nella piccola realtà della Pallavolo Pro Pila-Castel del Piano.

Prendete insomma uno schiacciatore spettacolare, formidabile per potenza ed elevazione, un giocatore già protagonista assoluto del panorama pallavolistico locale… Dal primo giorno alla Purgotti (82/83 mi sembra) – ricorda Silvio - dopo ben 11 stagioni di Cus Perugia o forse anche 12 fino alla B2, passando anche per una stagione storica dove con lo stesso sestetto facemmo contemporaneamente sia la seconda divisione che la C2 (che si era sfasciata…) fino a quel weekend dove incontrammo lo stesso arbitro, il sabato sera a Marsciano e la domenica mattina a Perugia, con conseguente mega squalifica !!!... Poi il servizio militare poi ancora il  Cus, Monteluce…”. Ecco, dicevamo, prendete un giocatore che ha vissuto un bel po’ di  pallavolo da protagonista assoluto e…  e poi, cosa succede, ce lo spiega lui , molto meglio di come potremmo fare noi: “e infine l’amore per il Castel del Piano, fino al San Mariano... Alla fine, quegli anni bellissimi e indimenticabili, comporranno un mosaico di… 25 anni di vita passata in palestra... senza infortuni, grazie al fisico e ad un’altra cosa (mi tocco che è meglio)”.

Dunque, Silvio sbarca alla Territoriale di Via dell’Armonia, con un bagaglio di esperienze formidabile, per iniziare quella che sarà davvero una storia incredibile, che trasforma letteralmente il settore maschile locale… L’impatto, è quasi epico… “La prima partita non me la ricordo, purtroppo la vecchiaia incombe. Era comunque un campionato di serie D, con in campo una squadra alquanto pittoresca... Gnolli, il Pisti, Fabrizio “l’ottico” Pochini, mi sembra anche Antonello Marino, forse il Burzigotti e soprattutto il top del palleggio a livello mondiale: Mimmo e Milo”.

E’ l’inizio di un’ascesa che porterà la prima squadra maschile della Pro Pila-Castel del Piano al top del volley umbro… “La stagione più bella – racconta ancora Silvio – fu quella della vittoria del campionato di C2, nel quale avremmo meritato di andare su direttamente.... Ma poi... ce l’avremmo fatta a fare quel campionato stratosferico con i nostri “mezzi”... e al Pala Territoriale… ? Di sicuro eravamo sponsorizzati più del Perugia Calcio di serie A, avevamo gli stessi sponsor ed il Gaucci era un po’ geloso...!”. Poi, il discorso vira sugli aspetti più tecnici: “Eravamo pochi  - continua lo schiacciatore perugino - per fare una vera squadra, ma tutti fortissimi... proprio tutti, nessuno escluso, chi con la tecnica, chi con l’esperienza. La realtà è che si parla spesso di noi schiacciatori, ma la tecnica sopraffina e le “manine dorate” di Mapi Galaverni rimangono una cosa mai vista in ambito regionale (scusa Mezza…)!

E allora, col nostro Silvio “King” Santucci, torniamo proprio laggiù, alla Territoriale, o comunque sui campi dove i nostri eroi hanno lasciato il segno… “Vi stupirò – prosegue nel suo racconto Silvione - ma la partita più bella per me resta quella in casa contro il Castiglione del Lago, che ci avrebbe dato la vittoria matematica del campionato. Per me è stata quella, una vera lotta,  la sfida delle sfide... a bordate contro il Potini, dopo aver perso da loro l’unica partita della stagione: quello doveva rimanere l’unico nostro neo, a tutti i costi! Lo scontro per la promozione in B col Parma è stata una pagina indelebile, di prestigio per noi, ma soprattutto per la Pro Pila Castel del Piano... Ricordo che in paese ne parlavano tutti, dal macellaio al fruttivendolo, al bar del Ciccio Biondi dove facevamo tappa fissa dopo le partite... e, purtroppo, qualche volta anche prima !”.

Su quella dozzina di eroi, non mancano ricordi e aneddoti. Mettevi comodi e “ascoltate” Silvio: “Un breve excursus va fatto su compagni indimenticabili per tecnica e follia, da Sbano a Burzigotti, dal Mattatore della Pievaiola (Fabio “Il Mago” Coletti) ad Alberto Spagnolli, senza dimenticare colui che era il vero collante della squadra, soprattutto nel dopo partita, ovvero Max Vergoni, perché la tecnica della “cena” era quello che ci legava fortemente, più di ogni altra squadra! Gli ultimi anni poi – continua Silvio -  sono stati comunque belli, grazie al nostro carissimo Antonello Mariotti, e al connubio tra giocatori “storici perugini” come ad esempio Joel Sarnari e il “Paesano” Paolino Salvati, i ternani e sì anche quelli diciamo, Rubini, Parisi, Fiore... e i romani, o quasi, come Ivano Silviani ( che di romano ha solo l’accento), il mister,  il mitico ed indimenticabile Oggiano ( una palla sui 2 metri e quella dopo in tribuna), ed anche lo straniero Adrian, visto che anche noi un argentino dovevamo averlo, che faceva più fighi! E, a proposito di mister, me li ricordo quasi tutti e mi dispiacerebbe parlare di alcuni piuttosto che di altri. Una breve citazione me la concedo solo per l’unico che spendeva parole su lezioni di volley, con una tecnica usata solo da lui in tutto il mondo ... il mitico Finto... ed il suo muro con cucchiara  e setello... E’ grazie a lui, con le sue lezioni, che abbiamo moltiplicato le copie di Telesuono, dove ad un certo punto, forse per una predizione divina, mi cimentai a scrivere ricette di cucina, perché poi col passare degli anni avrei dovuto smettere di mangiare e sarei dovuto a tutti i costi passare dalla sala del ristorante alla cucina!”.

E, quello appena citato da Silvio, è soltanto uno degli “ingredienti” più incredibili di una storia, di un romanzo, umano e sportivo, difficile da dimenticare… “Ragazzi che esperienza – chiosa il nostro Silvio, oggi affermatissimo chef - molto ma molto più intensa di una serie A, perché al Piano la nostra squadra era veramente equivalente ad una serie A, e per scrivere aneddoti non basterebbero fogli di carta e penne! Ecco, a proposito di penne… le “penne Max”.... quelle alla norcina, vanno bene anche stasera... con un po’ di vinello naturalmente!”.

Non possiamo che chiudere questa “chiacchierata virtuale” con Silvio in maniera particolare, e allora lo facciamo con il suo saluto ai nostri lettori… “Un grazie di cuore a tutti coloro che hanno fatto il tifo per noi... e a tutta la dirigenza che per anni ci ha permesso, con i pochi mezzi a disposizione, di giocare, divertirci, vincere ed imparare a vivere...”.  Già, caro Silvio, tutti insieme, abbiamo imparato un sacco di cose, tra una ricezione e un attacco… Quei fondamentali, che tu mettevi in pratica benissimo. Mentre noi, molto bene… sapevamo cos’era FONDAMENTALE, per rendere speciale quell’avventura: ci voleva proprio, una persona come te…

(M.C)

 

 

 

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