MICHELE CASTELLANI E QUELL'AVVENTURA IRRIPETIBILE


Quando, qualche giorno fa, per non dire… qualche ora fa, parlando tra noi, come se fossimo nelle “stanze virtuali” della redazione di Te Le Suono News, abbiamo convenuto sul fatto che, il racconto che stiamo facendo attraverso la pagina Facebook “Quelli che il volley tra Pila e Castel del Piano”, sarebbe stato sicuramente più ricco, se avessimo raccolto le testimonianze dei protagonisti di quel tempo… mai avremmo potuto immaginare di offrire ai nostri lettori dei piccoli "capolavori storici", come quello che possiamo proporvi, dopo aver intervistato un grande personaggio della nostra epoca come Michele Castellani, meglio conosciuto tra i vicoli e le case del Piano, come “il Finto”.

La storia di Michele si intreccia a doppio/triplo filo con quella della pallavolo nostrana, anche per la particolarità di quello che fu un passaggio atipico, rispetto a quelli più classici, che portano un ex giocatore a diventare allenatore. “Nel mio caso – racconta Michele – è più corretto parlare di passaggio… “dalla scrivania alla panchina”! Ero dirigente accompagnatore e cassiere della società Castel del Piano; per risparmiare e avere allenatori di società, oltre al fatto che ogni anno bisognava cercare allenatori a destra ed a manca e non potendo competere a livello economico o di prestigio con le altre realtà limitrofe, si decise di “creare" allenatori in casa. Così, con altri, mi iscrissi al corso allenatori e nel giugno del 1990 presi l'abilitazione di 1° grado”.

Da lì all’esordio in panchina il passo fu davvero brevissimo. “Il mio esordio – continua il coach di tante battaglie – avvenne con la terza divisione femminile, nella stagione 1990/91. Arrivammo secondi ed il bello è che, con il punteggio attuale, avremmo vinto il campionato…”. Da brivido la risposta di Michele, riguardo ai ricordi e alle emozioni del suo esordio in panchina: “Le emozioni le rivivo ogni sera quando vado a letto: appesa al muro, vicino al letto, ho la foto di quella squadra… La prima squadra non si dimentica, non me ne vogliano i componenti delle altre.”

Abbiamo detto, condottiero di tante battaglie, perchè Michele, dopo quella prima stagione in terza divisione in quello che era l’allora Castel del Piano, ne ha vissute altre quattro sotto le insegne della Pro Pila-Castel del Piano: tre nel maschile ed una nel femminile. A proposito del “cambio” di denominazione societaria, sono nitidissime le rimembranze del nostro specialissimo interlocutore: “Mi tornano in mente le riunioni che portarono alla fusione delle due società, il superamento delle rivalità e del campanilismo, che sembravano montagne. La “storia“ ha poi dimostrato che fu la scelta giusta”.

Tornando invece con coach Castellani… in campo, il racconto si arricchisce di molti particolari, a proposito di squadre e partite… “Partiamo dalla squadra che mi ha fatto più dannare: seconda divisione stagione 93/94, gruppo eterogeneo con ragazzi per la maggior parte agli inizi che venivano dagli sport più vari, vincemmo una sola partita (grazie all’unico apporto di Giovanni Foglia….) ma si misero le basi per la stagione successiva. Credo che ancora deteniamo il record di provvedimenti disciplinari! La seconda divisione della stagione 94/95, è quella con cui mi sono divertito di più (anche se alla fine non si raggiunse la promozione per lo più per problemi extra sportivi) perché, con pochi innesti mirati, si raccolse quanto seminato l'anno prima. Inoltre, ancora oggi molti di noi portano le conseguenze dei post allenamenti e post gare! Le partite che ricordo ancora oggi con piacere sono molte… Tra tutte la prima partita vinta all'esordio in terza divisione, e le due vittorie a Monteluce, la prima in seconda divisione (stagione 94/95) e quella in C2 della stagione successiva (prima vittoria in serie C della maschile). Il più brutto ricordo, invece, è legato all'ultima partita della stagione 94/95, persa contro Ponte Felcino, che ci negò la promozione. Anche se, ancora oggi, quella che più mi fa arrabbiare non riguarda una mia partita direttamente, ma il comportamento di una squadra (e di una società), in una sfida in cui noi eravamo parti in causa...”.

Nella carriera di Michele Castellani, ci sono state molte altre esperienze al di fuori di quella che è stata un po’ la “casa madre” e, proprio per questo, viene spontaneo chiedersi, anche a distanza di anni, se quello della Pro Pila – Castel del Piano, fu un ambiente un po’ speciale… “Per me la tipicità – conferma l’ex tecnico pianese - era l'amicizia fra i vari componenti, e la “fame" di arrivare ad essere un punto di riferimento. Purtroppo (anche alla luce di altre esperienze vissute) le due caratteristiche sopra descritte sono in antitesi tra loro: quanto ottenuto in quegli anni è stato un unicum, tant'è che ancora oggi nessun'altra società è arrivata a quei livelli, in così poco tempo e con budget ridotti. Inoltre, a distanza di anni, vedere che i ricordi e l'amicizia rimangono così vivi, è la dimostrazione che quegli anni sono stati veramente qualcosa di eccezionale”.

Il nostro “dovere di cronisti” ci impone di fare al buon Michele anche qualche domanda scomoda, di quelle che i tecnici eviterebbero sempre volentieri. Parliamo dei singoli o, almeno dei sestetti che, nella mente del coach, occupano un posto speciale… “Non voglio far torto a nessuno, ma ricordo con piacere tutte le ragazze ed i ragazzi che ho avuto la fortuna di conoscere ed allenare. Da tutti ho ricevuto, e spero di aver ricambiato, uno spunto, un consiglio od anche un confronto, che mi è stato utile per migliorare  come allenatore e  soprattutto come persona”.Ma noi, proviamo ad insistere e allora… “Per forza devo litigare? È difficile scegliere... Nel maschile la diagonale Mezzasoma/Bacioccola era sicuramente la più tecnica, al centro quella con Pistilli e Vergoni era probabilmente la più cattiva agonisticamente, le bande Vinti/Spagnolli un mix di tecnica e forza fisica. Per le ragazze, parlo di quelle che ho allenato direttamente e ricordo la mia prima squadra: diagonale Carla Bonomi/Galli (Bonomi al palleggio è stata la mia prima scelta eretica), al centro "le due Sara" Macchioni/Alunni (con Ilenia Covarino non da meno) come schiacciatrici Medici/Daniela Covarino (tanta forza bruta….).

Restando in tema di scelte, quella appena citata su Carla Bonomi, apre ufficialmente il capitolo di Michele sugli anedotti… “Il primo è sicuramente quello riferito sopra, a proposito di mettere Carla al palleggio: la sua reazione non si può riportare per decenza! Il secondo, è quando mi sono fatto entrare come palleggiatore e mi hanno fischiato doppia prima ancora di toccare il pallone (l’arbitro era sicuramente prevenuto e non poteva sapeva come poi si sarebbe evoluto il gioco). Un altro ricordo è legato ad una serata in palestra: al piano di sopra io e Pistilli stavamo scrivendo ed impaginando il giornalino (Tele Suono ndr) quando un giocatore che si stava “allenando", ci chiamò rumorosamente perché ci affacciassimo a vedere cosa stavano facendo gli “altri" (chi era presente sa di cosa scrivo). Altri aneddoti è meglio tacerli per pubblica decenza”.

Siamo arrivati alle battute conclusive del bellissimo racconto fatto con un Michele Castellani che… non siamo ancora riusciti a sorprendere con i contenuti pubblicati nella pagina Facebook “Quelli che il volley tra Pila e Castel del Piano” (“Ho buona memoria, per fortuna", chiosa il mister)… Un tecnico che… a proposito di consigli a chi oggi si avventura in panchina dice… “Si sa che la gente da buoni consigli, quando non può più dare cattivo esempio… De Andrè docet”… Un grande personaggio insomma, che ha scelto in un attimo l’aggettivo per definire l’esperienza che abbiamo raccontato insieme a lui in queste righe: IRRIPETIBILE. Siamo assolutamente d’accordo. Irripetibile, come te, Michele, e come tutti gli straordinari interpreti di questa storia indimenticabile…

(M.C.)

 

 

 

Commenti

  1. il finto e' UNICO e irripetibile.. se non ci fosse bisognerebbe inventarlo

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