ANDREA MADAU DIAZ: UN'ESPERIENZA CHE ANCORA MI PORTO DENTRO




E’ uno degli allenatori di più lungo corso della pallavolo umbra (dopo 17 campionati da giocatore, viaggia ormai verso le 30 stagioni in panchina!) e, per un triennio, Andrea Madau Diaz ha fatto parte dei quadri tecnici del nostro volley.

Lo abbiamo ricordato proprio in un post di oggi, a proposito di una intensa stagione 1996/97, che lo vide guidare ben quattro gruppi diversi. “Nelle mie tre stagioni con la Pro Pila–Castel del Piano – ricorda Andrea – ho guidato i ragazzi in quel 96/97 e, mi sembra, cinque squadre femminili, con alcune che facevano il doppio campionato, under 16 e seconda divisione con lo stesso gruppo”. Ricordando quegli anni, coach Madau Diaz non ha dubbi nel definirli “di grande divertimento e soddisfazioni, sia per le vittorie che per la crescita degli atleti e delle atlete.”

Una carriera di tecnico, la sua, iniziata molto precocemente. “Mentre ancora giocavo, verso i 20 anni, ho avuto l’opportunità di iniziare ad allenare nelle squadre giovanili. Da lì in poi non ho più smesso. La carriera da giocatore si è conclusa invece, sempre a Bastia quando, a 29 anni, ero il palleggiatore della squadra che affrontava il campionato nazionale di serie C1.” Di quei lontani primi passi a bordo campo, l’ex coach della nostra Visetur, ha ricordi molto nitidi. “Il mio primo gruppo era del Mini Volley della Libertas San Sisto. Arrivammo seconde al concentramento regionale e quell’anno facemmo anche un Torneo di Pasqua a Genova. E’ stata una grandissima soddisfazione vedere crescere bambine di 10 anni sotto i tuoi consigli. Poi, l'anno dopo, ho iniziato con la prima divisione, sempre con la Libertas San Sisto, e la prima partita di un campionato vero e proprio è un emozione che difficilmente puoi descrivere: credevo che non avrei detto una parola, gola secca e invece dopo i primi punti mi sono fatto coinvolgere dalla grinta delle ragazze ed è andato tutto per il meglio”.

Tornando alle esperienze di Andrea Madau Diaz in “casa nostra” pochi sono i dubbi su quali siano state le squadre che l’hanno fatto più divertire e … “dannare”: “La squadra che mi ha fatto più divertire è stata la C2 maschile, che ha vinto il campionato, quella che mi ha fatto più dannare è la femminile di serie C dell'anno dopo…”. Sempre a proposito di quelle stagioni, interessanti anche i ricordi sulle singole gare: “Le partite che ricordo con maggior piacere sono le 2 finali spareggio per andare in Serie B con la maschile; quelle che mi fanno arrabbiare a tutt'oggi sono le partite dove non riusciamo ad esprimere il nostro potenziale e sono partite che difficilmente riesci a vincere. E negli anni del Pro Pila-Castel del Piano ce ne sono state alcune.” Ad un allenatore che ha lavorato con tantissime società, viene spontaneo chiedere… “C’è qualcosa che puoi dire fosse “tipico” del pianeta Pro Pila-Castel del Piano…?”. La risposta, credo farà piacere a chi ha lavorato per anni con passione a quel progetto: “La professionalità dei dirigenti – afferma Andrea - anche se era un ambiente dove si lavorava con serenità e con amicizia”. Tornando agli atleti allenati nel triennio che abbiamo ricordato in apertura, molti i nomi e i gruppi che evocano ricordi indelebili nel coach: “La squadra maschile con i vari.. Galaverni, Sbano, Pistilli, Marino, Santucci, Vinti… e molte delle ragazze sia della prima squadra (Perella, Cutini, Calzoni, Cuccagna, Bartoccini, Nicolini...) che delle giovanili. E proprio nel momento in cui sulla pagina Facebook “Quelli che il volley tra Pila e Castel del Piano”, stiamo giocando a costruire i migliori sestetti di sempre - e in cui Andrea ha riscoperto particolari curiosi della nostra storia come la creazione del Lem Volley - proponiamo anche al mister di mettere insieme i suoi sestetti ideali, tra i giocatori e le giocatrici che ha avuto con i nostri colori … Ne uscirebbe certamente un confronto di altissimo livello tra un sestetto maschile con Galaverni-Sbano, Pistilli-Marino e Santucci-Vinti da una parte, Perella-Cutini, Calzoni-Cuccagna e Bartoccini-Nicolini dall’altra!

Non mancano, nei ricordi di Madau Diaz, anche episodi curiosi: “Ricordo la prima preparazione… che per trovare i gradoni alla Territoriale, la facevamo fuori sul giardino della scuola dove c'era una specie di spiazzo circondato da 3 file di gradoni. Poi non posso che ricordare la cassetta dei Queen prima delle partite e il mio rientro come giocatore in prima divisione maschile, quando ero libero da impegni come allenatore!” Siamo alle battute conclusive della chiacchierata con Andrea, col quale abbiamo sfogliato un ricco album dei ricordi… E a questo punto non possiamo che chiedergli… “Se dovessi scegliere un aggettivo o una frase per definire quell’esperienza?”. Da brivido la sua risposta: “ENTUSIASMANTE e un'esperienza che ancora mi porto dietro”. E infine, ecco, anche sulla scorta delle esperienze fatte dentro le mura di casa nostra, il consiglio di Andrea Madau Diaz, ad un collega che si avvicinasse oggi al mestiere di coach: “Lavorare duro, ma con gioia ed essere grato di poter fare una cosa che ti ripaga di grandi soddisfazioni anche se ogni tanto ti toglie ore di sonno e ti fa crescere "capelli bianchi" in testa!”. Già Andrea, qualche capello bianco ti sarà spuntato anche dalle nostre parti, ma chissà, forse erano i primi… E, forse, sono stati i migliori…

(M.C.)

Commenti

  1. bella Marco, grande idea e intervista molto interessante 👏👏👏 davvero emozionante ricordare quegli anni 😓

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