ALBERTO SPAGNOLLI: IL NOSTRO “PAZZO LORD”


 “Se mi chiedete chi fosse il compagno più “folle” tra quello con cui ho giocato, non posso che citare… Gnolli, un mix tra un lord di altri tempi ed un pazzo scatenato”. In genere, dopo una citazione, una delle locuzioni più usate tra noi scrivani a tempo perso è questa: parole e musica… di Andrea Pistilli. Bene, ormai l’abbiamo usata e, per coerenza, indietro non si torna… Di fatto, dopo aver “ascoltato” le risposte alle nostre ormai classiche “sedici domande” proposte ad Alberto Spagnolli, parlare di follia lo troveremmo poco “consono”, ma che le dichiarazioni dello schiacciatore altoatesino, siano di una originalità assoluta, è un dato di fatto…

Partiamo, come dire, dall’inizio… e qui Gnolli ci porta direttamente… nell’era che vide i continenti separarsi e il loro lento cammino verso una posizione simile a quella odierna… “Ho iniziato a giocare a volley nel… Mesozoico… in Alto Adige e poi una volta arrivato in Umbria, a 16 anni, ho cominciato a vagabondare tra diverse squadre della provincia di Perugia e sono arrivato a Castel del Piano nel 1994, dopo tre anni a Bastia”. Una realtà, quella nostrana, per certi aspetti, probabilmente, è un po’ lontana dalle attese del forte schiacciatore… “Ricordo ancoracontinua Alberto - l’espressione di Patrizio Vergoni, quando gli chiesi se erano previsti dei rimborsi spese…”.

Risolta la “questione ingaggio”, immaginiamo con adeguata parsimonia dal mitico Patrizio, di fatto si celebra un matrimonio sportivo che regalerà due anni di reciproche soddisfazioni (vittoria nel campionato di serie D e brillante esordio in serie C2 per la Pro Pila-Castel del Piano) e rapporti speciali. “I due anni passati a Castel del Piano – conferma “Gnolli” - sono stati molto divertenti e ho avuto la fortuna di incontrare delle belle persone con cui ho sviluppato una grande amicizia. Ho trovato un ambiente in cui c’era una passione enorme per il volley ed un approccio entusiasta a questo sport. Per questo fu un’esperienza molto bella: ho dei ricordi favolosi, soprattutto per i legami fuori dal campo!”.

E, proprio lontano dal rettangolo di gioco, si costruivano probabilmente le cose migliori, come testimoniato anche da alcune foto dell’epoca, pubblicate sulla nostra Pagina Facebook… “La prima cosa che mi viene in mente di quelle stagioni? Le “riunioni tecniche” a casa Vergoni… Anche perché, sinceramente, le partite non mi hanno mai procurato particolari emozioni... Proprio dovendo scegliere, la prima stagione è quella che ricordo con maggiore piacere. Ma, al di là di questo, ricordo tutti i compagni di quell’avventura con enorme affetto e simpatia”.

A proposito di singoli, l’amarcord di Alberto Spagnolli regala pennellate d’autore, arrivando a disegnare anche un ipotetico “sestetto ideale”: Non ho visto Giorgio Bellezza nelle foto che avete pubblicato su Facebook… Il più pazzo di noi? Roberto Bacioccola, un genio incompreso! Vorrei modernizzare il mio sestetto ideale e quindi compongo un improbabile strating six con Silvio Santucci e Carlo Vinti in banda, Antonello Marino e Luca Leonardi centrali, alzatore/opposto Andrea Mezzasoma e Roberto Bacioccola. Liberi Fabio Coletti e Vincenzo Maccarone. In panchina, naturalmente il Finto!”.

Le ultime battute con Alberto, sono un’autentica perla di saggezza, per chi oggi si avvicina al mondo della pallavolo: “Se ti accorgi di non essere un grande campione, continua comunque a giocare a volley e se sarai fortunato conoscerai delle persone fantastiche e un ambiente molto bello...”.

Un ambiente molto bello, Alberto Spagnolli, lo trovò per un paio di stagioni alla Territoriale di Castel del Piano e dintorni… Ma lui, per il nostro piccolo “pianeta volley”, è stato anche un grande campione, di quelli che lasciano il segno, di quelli che, se li hai visti volare almeno una volta sopra la rete… non li dimentichi più…

 

 

 

 

 

 

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