ANDREA PISTILLI: IL CENTRO DI UN'ESPERIENZA FOTONICA
Proprio
nei giorni scorsi, è stato eletto miglior centrale della nostra epoca: il
popolo del web, non ha avuto dubbi nell’indicare Andrea Pistilli, come atleta
più talentuoso tra quelli abituati a gestire la scena… proprio al centro della
rete. Genio e “sregolatezza”, qualità fisiche, come pure caratteriali, davvero
non comuni e, particolare non trascurabile, un castelpianese d.o.c, chiamato a
difendere i colori del sodalizio di casa nostra. Questi alcuni dei tratti
distintivi di un altro dei protagonisti dell’epoca d’oro del volley maschile,
vissuto sotto i tralicci della Territoriale! Anche se… nel racconto di Andrea,
un flash arriva perfino dal vecchio Cva… “Mi
sembra di aver iniziato a giocare nel 1990 – prova a ricordare Andrea - proprio al mitico Cva. Era, se non sbaglio,
la terza divisione; da lì, per una decina di anni, ho fatto tutte le categorie
a salire, fino all’anno della C2”. Braccia, per così dire… “strappate” al
calcio, quelle del longilineo atleta pianese… “Ho iniziato a giocare a pallavolo – continua il Pisti - perché ero stato squalificato per sei
mesi a calcio (non è vero…), tanti amici già giocavano e vista la mia statura
mi sono tuffato in questo splendido sport. Questa è la versione ufficiale, poi
ce n’è un’altra.. Diciamo che nell’ambiente, c’era già un discreto movimento di
ragazze…”. Aggiungiamo noi che, nell’ambiente, di cose interessanti Andrea
Pistilli ne ha trovate diverse e, in effetti, questo lo aggiunge subito lui
stesso… “L’atmosfera che si respirava era
veramente quella di una grande famiglia. Era come sentirsi a casa, in un grande
gruppo di amici ed amiche di tutte le età, e tutti ci si aiutava e si remava
dalla stessa parte”.
Per
quanto riguarda gli “aspetti tecnici”, il pensiero corre alle tante avventure
vissute sottorete. Si parte dalle prime volte… “La prima partita fu veramente emozionante – ricorda Andrea - ma ero ed eravamo veramente inguardabili…”
per arrivare, per così dire, agli anni della maturità e dei successi più
grandi… “La stagione che ricordo con
maggior piacere è ovviamente quella della vittoria del campionato di C2 che ci
portò allo spareggio per la serie B contro Parma e, non a caso, la partita che
ricordo più di ogni altra è proprio quella con la Cavalieri Parma per lo
spareggio promozione”. Del carattere “forte” di Andrea hanno parlato già
nelle precedenti interviste Michele Castellani (“al centro la diagonale
Pistilli/Vergoni era probabilmente la più cattiva agonisticamente”) e Antonello
Marino (“Non si sapeva mai se si riusciva a terminare la partita senza quattro
/cinque ammonizioni”), anche se il diretto interessato, in fatto di gare che lo
hanno fatto arrabbiare ci offre una risposta decisamente netta: “La partita che mi ha fatto più arrabbiare…
una delle poche perse, per fortuna, fu quella di Tavernelle contro la Delfino…”. Non a
caso, un derby, uno dei tanti della Pievaiola, che hanno caratterizzato il
volley maschile dei quegli anni!
Tornando
ai ricordi di squadra, nelle parole di Andrea ritroviamo uno spaccato
fantastico del volley nostrano… “Il
sestetto più forte in cui ho giocato è ovviamente quello della vittoria nel
campionato di Serie C2, mentre, se mi chiedete chi fosse il compagno più “folle"
tra quello con cui ho giocato, non posso che citare… Gnolli, un mix tra un lord
di altri tempi ed un pazzo scatenato. Allargando invece il discorso… Tra i
compagni un po’ speciali, ovviamente metto tutti quelli di Castel del Piano, a
partire dal Mezza, a Max, Patrizio, il Milo, ma anche altri come il già citato
Gnolli, Coletti, Pochini, ancora oggi grandi amici. Sul fronte allenatori,
quello che ricordo con più affetto non
può che essere il mitico Finto: grazie a lui ho cominciato a giocare ed ha
provato, con scarsi risultati, ad insegnarmi anche qualche fondamentale di
questo sport.”. Viaggiando piacevolmente sul filo dell’ironia e
dell’amarcord, proviamo a cercare qualche aneddoto, ma l’impresa non è facile…
“Beh di aneddoti – prosegue Andrea - ce ne sono stati così tanti, che
sinceramente non me ricordo qualcuno in particolare. Posso dire che… siamo
stati a giocare una domenica mattina, non ricordo dove, dopo aver passato tutto
il sabato notte in discoteca, compreso il mister (Finto)…”.
Tornando
per un attimo seri, chiedendo ad Andrea: “Se oggi dovessi dare un consiglio ad
un atleta, basandoti sulla tua esperienza tra Pila e Castel del Piano, cosa diresti?”,
il centrale inserito nel top team maschile della nostra pagina Facebook, non sembra
propenso a vestire i panni del “vecchio saggio”: “Non sono sicuramente la persona giusta per dare consigli – dichiara
con sincerità - però ad un giovane potrei dire che i soldi
non sono tutto nella pallavolo. Noi ci pagavamo tutto e non prendevamo una
lira, ma la voglia di stare insieme ci ha portato avanti per tanti anni e direi
anche con grandissimi risultati”.
Siamo alle battute conclusive della nostra chiacchierata con Andrea Pistilli che, nella pagina Facebook dove trovate questa intervista, ha riscoperto anche il suo lato calciofilo (“Mi hanno colpito le foto di una delle edizioni di superpesanti vs magroni”) e che, soprattutto, ci regala l’aggettivo più “forte” che abbiamo ascoltato finora, tra quelli che abbiamo chiesto ai nostri interlocutori, per definire la loro esperienza pallavolistica tra Pila e Castel del Piano. “Quell’esperienza, posso solo definirla fotonica” conclude Andrea. Già Andrea, qualcosa di davvero strabiliante… Come… vederti “danzare”, in quell’epoca fantastica, al centro della rete…
(M.C.)
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