FOTOGRAFIE
Un
pomeriggio di sole, il ventilatore che prova a smuovere un po’ l’aria umida di
luglio, un vecchio scatolone un po’ impolverato, uscito dalla soffitta in cui
non mettevi piede da una vita. E’ pieno di fotografie.
Me
la immagino così, la Susy, che finalmente si è decisa a togliere il nastro
adesivo che chiude la scatola, per aprire quel contenitore di vecchie foto.
Forme
rettangolari di carta colorata, alcune più ingiallite di altre… Eh sì, quelli
sono i capitoli più lontani nel tempo, ma raccontano tutto. Compongono un
mosaico che diventa pensiero, evoca emozioni, lascia filtrare i ricordi… E come
succede in questi casi, non è necessario rimettere “in fila” le foto, le
raccontiamo così come escono da questa scatola magica, che custodisce quasi
quindici anni di vita…
Susanna.
Aperte
virgolette…
1986
l'anno in cui tutto è cominciato. Il Teatrino di Pila… Mi sono buttata in
questa COSA, nella pallavolo, di cui non sapevo nulla e di cui forse non so
nulla nemmeno oggi.
Sabrina
Paparelli… La rete da smontare e rimontare ogni pomeriggio, i tornei di
superminivolley, l'exploit di Sara Calzoni a Chiusi, la potenza e la forza
racchiusa in uno scricciolo…
Le
visite sportive del Dottor Stafisso, fatte sopra un materasso sbattuto su un
tavolo... Le visite delle grandi… con le
loro pipì in bottigliette, che regolarmente si rovesciavano nella mia borsa…
Vania,
Sabrina, Annarita… La negazione della pallavolo… Tutte ragazze di Pila che avevano cominciato
a giocare in quello stesso anno e che
abbiamo letteralmente buttato in campo… La loro prima partita, senza ricevere
nemmeno una palla che cadeva a 10 cm da loro: e loro, immobili…
Poi
la fusione, le riunioni anche a casa mia, perché nel frattempo era nata Arianna. Aneddoto
passato alla storia: Michele si lamenta che manca un palleggiatore e per tutta
la serata va avanti con questa tiritera,
fino a che, seccata, esplodo: e basta, compriamo questo palleggiatore,
in quale negozio lo vendono?
Ho
conosciuto tutti i nostri allenatori e tutti gli atleti e le atlete. Di Andrea
Madau, di Alessandro Papini e di Laura Melis ho un ricordo vivido e intenso, un
segno indelebile nel mio cuore.
La
Palestra Territoriale la mia seconda casa. In certi giorni entravo alle tre del
pomeriggio e uscivo a mezzanotte, magari per andare al G.B. con Fabietto e
Madau.
Ricordo
l'anno in cui ero dirigente accompagnatore della C maschile: che c'azzeccavo
non so ma, a Castiglione, in panchina, ci è arrivata una bottigliata lanciata
dagli spalti. Avevo un gran da fare a calmare Andrea Pistilli, che gli arbitri
adocchiavano già nello stanzino del riconoscimento…
E’
stata un’esperienza unica, finita perché tutto finisce… Il San Mariano e tante
scelte dei nuovi dirigenti, erano impossibili da accettare.
Mai
più niente di uguale, neanche a San Sisto dove mi chiesero di fare il dirigente
poco dopo… Tutto cambiato. Obiettivi e finalità, non ho trovato casa né
famiglia.
...Chiuse virgolette.
Tutto di un fiato, senza respiro, come sono stati quegli anni.
Di
Susanna, e di tutti noi.
E’
come se le avessimo sfogliate insieme quelle foto, che sono passate veloci da
una mano all’altra, con i ricordi, i volti, le storie. Ognuno ha aggiunto un
dettaglio, una frase, un colore, perfino un profumo…
Incredibili,
Susanna, le tue fotografie… Che hanno fissato momenti intensi, pieni, forse
addirittura felici.
Lo
hai detto già, me lo ricordo, “tutto finisce”… Ma lo abbiamo
vissuto! E’ stato importante per noi e per tanti altri…! Ce ne accorgiamo
perfino dopo così tanto tempo, tanti anni dopo quel “tutto finisce”… Ci
accorgiamo che, invece, forse, c’è
qualcosa che resta. Come le tue fotografie.
Adesso, butta il nastro che chiudeva lo scatolone. E’ ora di fare un bell’album: di mettere insieme le tessere, del nostro puzzle migliore…
(M.C.)

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