LA CLASSE OPERAIA CI RIPORTA IN PARADISO


E’ curioso, curioso davvero, come nella nostra vita, in quel percorso che tracciamo con le nostre esperienze, lasciamo, come “moderni Pollicini”, molliche virtuali che, volendo, possono aiutarci anche a rifare pezzi di strada a ritroso. Lasciamo socchiusi insomma, in maniera tutt’altro che inconsapevole, certi preziosi cassetti della nostra memoria. Socchiusi. Per scorgerci dentro una foto, un pelouche, un vecchio articolo di giornale… Non è casuale, la luce che, di tanto in tanto, ravviva quegli oggetti. Siamo noi ad accenderla. Un click che, in un attimo, ci rivela tutto…

Noi, quella luce, potremmo chiamarla anche Mella. “In famiglia mi chiamavano tutti Mella e mia sorella Mariangela trasportò questo soprannome in palestra. Tutte le persone che conosco, legate al mondo della pallavolo, ancora oggi mi chiamano così”. Mella, diventa Mella per tutti. Per chi non conosce per intero la storia, aggiungiamo un dettaglio in più. Lei, è Marinella Antolini, schiacciatrice, per oltre un decennio, tra Pila e Castel del Piano. E’ lei, il centro di questa storia. La luce che apre cassetti socchiusi, in cui gli oggetti tornano a brillare come luminosissime pietre preziose. E allora, facciamo uscire questo meraviglioso racconto dai cassetti di Mella…

“La mia passione per la pallavolo iniziò grazie ai cartoni animati di Mimì Ayuara, di Mila e Shiro... In quel periodo nacquero numerose società di pallavolo per coprire le richieste delle tantissime bambine che volevano misurarsi con questo sport. Quando decisi che sarebbe diventato il mio sport, c’erano due società nel raggio di due km: Pro Pila e Castel del Piano. Nel Castel del Piano giocava la mia grande amica Maria Elena, che andava ad allenarsi con le catene ai polsi per emulare Mimì; nella Pro Pila c’era invece mia cugina. Scelsi, insieme a mia sorella Mariangela, la Pro Pila. Era il 1987. Con la Pro Pila giocai due stagioni. Nella prima stagione, quella del 1987/88, partecipai a più campionati: Super MiniVolley, Under 13 (esisteva, giuro!) e Prima Divisione. Partecipai anche alle selezioni per la Rappresentativa Umbra, insieme a Sara Calzoni. Ero allenata da Sabrina Paparelli e da una coppia di allenatori dei quali ora mi sfugge purtroppo il nome (Mario e Luigi?). Nella seconda stagione - siamo nel 1988/89 - giocai in Under 14 e in Prima divisione, allenata sempre da Sabrina Paparelli. La location? il “Teatrino” di Pila e il CVA di Castel del Piano. Proprio nei paraggi del Teatrino, ricordo un torneo di Super MiniVolley nell’estate del 1988, sul catrame, in zona Pozzo, in cui ci scontrammo contro il Castel del Piano. Non chiedetemi chi vinse... sono passati troppi anni! Di quei primi anni, ricordo con affetto le trasferte in macchina con il mitico Giovanni Calzoni: in dieci minuti, arrivavamo ovunque! Ricordo anche i palloni quasi distrutti che prendevamo per le pezze lacerate... alcuni avevano anche la “bolla”! Cioè la camera d’aria che fuoriusciva! Ho rivisto su Facebook, tra tutte, una foto dei primi anni del Castel del Piano. La squadra del Super MiniVolley, che mi ha fatto venire in mente i miei primi anni alla Pro Pila. Proprio la squadra contro cui giocai quella volta sul catrame!”.

C’è insomma un derby, tra i ricordi più remoti di Marinella, probabilmente una sorta di segno del destino… Ma, andiamo avanti spediti. Perché… non c’è un granello di polvere, nei ricordi di Marinella! E il suo racconto, scorre fluido, come per magia… “Poi lasciai la pallavolo, per due stagioni e mezzo. Convinta però dalla troppa passione per questo sport, ricominciai nel gennaio del ’92, a società già fuse! Si giocava al CVA. Il rientro fu bellissimo, perché vincemmo due campionati di fila, guidate dal super Mister Mauro Bacecci: il campionato di Prima Divisione nel 91/92 e nella stagione successiva, 92/93, la Serie D. Di quella seconda promozione ho ancora un indimenticabile pupazzo che ci venne regalato a fine stagione, un elefantino arancione con il numero 13! Come pure ho conservato un koala, di qualche anno più avanti, con un messaggio: “Il koala, un animale in via d’estinzione”. Per la serie... come te non se ne vedono più! Tornando comunque agli aspetti tecnici, in quell’anno e mezzo di vittorie, mi resi conto di non essere all’altezza delle mie compagne: il periodo di stop fu un macigno, quindi nella stagione successiva decisi di scendere di categoria. Nel 93/94 feci parte della mitica Terza Divisione e, grazie alla fiducia di Mister Bacecci, tornai in forma disputando un ottimo campionato. Io, Mariangela e Stefania Valloni, formavamo un trio formidabile! Vincemmo quel campionato! Nella stagione successiva, nel 94/95, molte ragazze della Serie C dovettero improvvisamente tornare alla società di origine, per problemi con i cartellini. A quel punto, la società dovette attingere alle categorie minori per fare la squadra e venni catapultata in serie C2. Non me lo aspettavo ed ero titubante, perché non pensavo di essere all’altezza; probabilmente anche le compagne e la società immaginavano un campionato da “squadra cuscinetto/materasso”. Fu invece una bellissima stagione,  in cui capii che con la passione, la serietà, con tantissima volontà e con la fiducia dell’allenatore, si potevano ottenere grandi cose. Unico neo: Mauro si dimise. Nella stagione 95/96, guidate da Lucia Biancucci, vincemmo addirittura la Serie C2 e questo ci permise di militare l’anno seguente, 96/97, nel campionato nazionale di Serie C1. L’ultima stagione alla Pro Pila Castel del Piano fu quella del 1997/98 con Andrea Madau Diaz. Nell’agosto del ’98 ci trasferimmo un po’ tutte, consapevoli che uno stupendo percorso insieme stava terminando. Io passai alla Libertas, la società del perfetto Presidente Valiani in cui, l’anno seguente ancora, ritrovai anche Mauro e altre ex compagne, con le quali vincemmo ovviamente il campionato!”.

Già, il 1998 segna la fine di un’epoca, di un ciclo straordinario per la pallavolo “tra Pila e Castel del Piano”, un mosaico di tessere uniche e irripetibili. Ce le spiega benissimo, alcune peculiarità di quel mondo, proprio Marinella. “Ho giocato per molti anni a seguire – conferma l’ex schiacciatrice - ma solo alla Territoriale c’era Tele Suono News! Marco, Fabietto, Roberto... Le interviste... Che vergogna! La corsa con le amiche-compagne per leggere il giornalino del sabato. Ricordo ancora un articolo in cui vennero presentate le giocatrici a fine campionato, forse dopo la vittoria della C2. Lessi il titoletto che riguardava me e mi vennero le lacrime agli occhi: “Classe operaia in Paradiso”. Ancora oggi mi emoziona pensare a quel titolo, tant’è che me lo ricordo a distanza di decenni. “L’autore dell’articolo” aveva capito quanto sforzo, quanta fatica e quanto impegno avevo dovuto spendere per arrivare fin là, per guadagnarmi un posto in squadra e la fiducia dell’allenatore.  Solo in questa società – continua Mella - ho trovato un forte legame tra tutte le squadre. Mitiche le cene con i ragazzi della C maschile!!! La casa di Max e Patrizio era diventata un porto di mare! Restano indimenticabili i “Toga Party” a casa loro: tutti vestiti da antichi romani, con tanto di corona di alloro... ma che ne sa Gucci?! E poi...tra il CVA e la Territoriale, ho conosciuto tante amiche! Eravamo una squadra di amiche! Ricordo con affetto tutte e tutti. Con le ragazze, si creò un legame che dura ancora oggi. Abbiamo fatto delle vacanze mitiche in quel periodo: in Grecia, in Croazia, in Spagna e tutto grazie alla pallavolo e all’atmosfera amichevole che c’era in questa società. Ancora oggi ci vediamo, l’ultima volta qualche settimana fa…”.

Nei cassetti della memoria di Marinella, niente è andato perduto. Forse ci sono anche un paio di ginocchiere un po’ lise, consumate dalle tante ore passate in palestra… “Ricordo gli allenamenti durissimi – prosegue lei nel il racconto - e le partite altrettanto dure (ma anche le tante cene post partita con conseguente serata in discoteca...). Pur ricordando tutte la stagioni con grande affetto, se devo scegliere… Un posto speciale lo meritano quelle del 93/94 e 95/96. Due vittorie di campionato bellissime. Tanto lavoro, tanto sforzo e tanta passione. Quello invece che ricordo con più delusione non è proprio un campionato ma una riforma, quella del 1997. Per colpa di quella riforma e per colpa di qualche punto mancante, nonostante avessimo chiuso la Serie C1 al sesto posto, l’anno successivo venimmo retrocesse in C regionale. Di partite da raccontare ce ne sarebbero tante, ma fra tutte scelgo quella disputata ad Umbertide, contro la bellissima squadra di Mister Violini (95/96). Grazie a quella vittoria vincemmo il campionato di serie C2! Ricordo ancora adesso di aver fatto il quattordicesimo punto del tie-break, con un lungolinea e ricordo l’abbraccio di Sara che mi disse: “Mella!!! Hai fatto il 14° punto!”, il 15° lo fece lei! Non dimentico però, nemmeno la partita della stagione 96/97 contro la CSC Ovest Roma, disputata a Roma, a Piazzale del Verano. Perdemmo 3 a 1 e sfumarono le speranze di restare nel campionato di C1. Presi anche un rosso per incomprensione con l’arbitro. Alzai le braccia in aria per indicare “out” e lui lo interpretò come un “vaff”. Unico cartellino della mia vita. Ma era out quella palla!!!”.

E’ incredibilmente ricco di sfumature il racconto di Marinella. Una sorta di film che scorre davanti ai nostri occhi…. Ora, la regista di questo film, ci regala anche qualche bel primo piano su alcune delle compagne che hanno condiviso con lei questo autentico romanzo… “Vincendo molti campionati, posso dire che tutti i sestetti erano forti! Ogni anno c’era qualche pedina in più, ma la squadra con cui giocherei anche domani è composta non da sei persone, ma da tredici. Palleggiatrici: Perella e Ferranti; opposte: Covarini e Cutini; al centro: Calzoni, Cuccagna, Silvia Grottelli e Cobianchi; in banda: Nicolini, Bartoccini, Moretti (la donna che non sudava mai!) e Barbara Grottelli. E io? Io farei ciò che rimpiango ancora di non aver mai voluto fare: il LIBERO. Propongo un CSI per il prossimo anno!”.  Ma non finisce qui… “Direi che un pizzico di follia regnava in tutte noi ma, se proprio devo scegliere una persona un po’ più “folle” delle altre, dico... Stefania Cuccagna! Con lei condivido tutt’ora la passione per Vasco. Quest’anno ho ricominciato a giocare dopo ben 7 anni di stop, nella squadra CSI di Cimaroli-Scintilla, e indovinate chi è arrivata a metà campionato? La Cuccagna! Solo il Covid è riuscito a bloccare una probabile vittoria! Infine, per quanto riguarda gli allenatori… Ho lavorato benissimo con tutti, ma dovendone scegliere uno... ne scelgo tre! Mauro Bacecci, Sabrina Paparelli e Lucia Biancucci”.

Il tempo vola, quando c’è qualcosa che ci fa stare bene… Sono volati gli anni che stiamo rivivendo con Marinella, come è volato il tempo dedicato ad ascoltare un racconto che, per l’indimenticabile Mella, è stata “l’esperienza più importante della prima parte della mia vita”. Un percorso formativo, da cui è possibile trarre un’utilissima lezione, anche per i pallavolisti moderni: “Un consiglio? Credere sempre nelle proprie possibilità – conclude Marinella -  e anche oltre. Impegnarsi al massimo per raggiungere un obiettivo. Con la volontà, con la serietà e con la passione, si possono fare grandi cose. A qualcosa si deve rinunciare, ma si viene ripagati da quella gioia particolare, che solo quel pallone sa darti…”.

Attenzione però, cari pallavolisti dei giorni nostri. Perché, un giorno o l’altro, potreste trovarvi davanti, dall’altra parte della rete, una tipa tosta, che sa ancora mettere il pallone a terra. Magari con un bel lungolinea dei suoi... C’è sempre un posto disponibile, per chi vuol farsi regalare ancora qualche gioia, da quel pallone... Eh sì… La classe operaia, non ha ancora smesso… di cercare il suo Paradiso…

(M.C.)



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