LA PASSIONE DI UN ALLENATORE VINCENTE
Marzo
2014. Sul web, appare una foto. Una ragazzina, una giovane pallavolista, piange
disperata… E il suo coach, la sua allenatrice, le prende il viso tra le mani;
le sta parlando, sta cercando sicuramente una chiave per superare un momento
molto delicato… E’ una foto, semplicemente, bellissima. C’è tutto… Ci sono empatia,
comprensione, capacità di entrare in sintonia con gli altri, c’è un approccio
dolce e materno. E’, ripeto, bellissima. Non posso fare a meno di condividere
quella foto e scrivere qualcosa… Perché quell’allenatore lo conosco e non mi
sorprende che sia proprio lei, una delle protagoniste di quella foto. Il pezzo,
si intitola “Un allenatore vincente”. Si, vincente… “Perché, ogni volta che
qualcuno riesce ad asciugare una lacrima, ha vinto la partita più importante:
quella, che si gioca solo col cuore”.
Mi
è tornato in mente quel pezzo, quella foto, facendo una delle nostre
“chiacchierate virtuali” di questo periodo, proprio con lei. Con Sabrina
Paparelli.
E
mi colpisce proprio il suo pensiero sul “vincere”, sul peso dei risultati della
“pallavolo moderna”. “Ad un allenatore – ci dice Sabrina –
consiglierei
di cercare una società come lo era la Pro Pila Castel del Piano… Il problema è
che non ne esistono più: ora, prima vengono i risultati, poi tutto il resto... Quella
in cui sono cresciuta, era una società di amici, che avevano in comune una
passione e fino a quando è stato così è andato tutto molto bene… Quando però la
Società si è ingrandita e le ambizioni sono cominciate ad insinuarsi dentro, le
cose sono un po’ cambiate credo… Non so se è stato proprio così, ma è quello
che mi ricordo…”. Amicizia, passione. Chi riesce a trasmettere
passione, è sempre un vincente… “La prima cosa che mi viene in mente pensando
a quegli anni – continua Sabrina - è che per me era come una seconda
famiglia: ero molto affezionata alla dirigenza e alle ragazze che nel corso
degli anni avevo cresciuto e avevo fatto appassionare a questo sport. Ero
riuscita a trasmettere a tutto l’ambiente la mia passione più grande, così
grande da farla diventare il mio lavoro, e trasmettere tanto entusiasmo a tutti,
forse, è stato il mio traguardo più grande…”. Eccolo, un tecnico
vincente. Cosa c’è di più grande del trasmettere passione? Del far diventare la
propria passione… un lavoro…
La
passione che diventa lavoro, in quei luoghi, con quelle persone… che la vedono
sbocciare nelle vesti di allenatore e sbocciano insieme a lei… che stava
cambiando ruolo, passando proprio dal campo alla panchina… “Ho
cominciato ad allenare al Pro Pila – ricorda Sabrina - per
la precisione dentro il Teatro di Pila intorno al 1985. Avevo deciso di
smettere di giocare l’anno prima di intraprendere il percorso da allenatore,
anche se poi ripresi a giocare qualche anno dopo, proprio con la squadra che
allenavo (1989/1990), ma giocare ed allenare non era poi così facile, quindi lasciai
il campo definitivamente. Era dunque la mia prima esperienza da allenatore e grazie
a Milena Calzoni e a Laura Vitaletti in pochi anni il numero degli iscritti
aumentò e formammo diverse squadre. Avevamo in palestra anche parecchi bimbi
che facevano mini volley. I numeri aumentavano e il vecchio Teatro non bastava
più, quindi prendemmo anche il CVA di Castel del Piano. E poi arrivò l’unione proprio
con il Castel del Piano. Guarda caso, la prima squadra allenata era un gruppo
che da Pila portammo nella nuova società: era composta da ragazze di anni
diversi, dove spiccavano le sorelle Calzoni, Monica e Sara, ed altre che poi
hanno lasciato con il passare degli anni. Con alcune di loro c’è ancora oggi un
bel rapporto… Non ricordo quante squadre ho allenato – prosegue Sabrina
- ma
ho sempre allenato il femminile. Rimasi in questa società fino al 1995, quando
venni sostituita da Lucia Biancucci perché ero in attesa del secondo figlio. Al
mio ritorno dalla maternità le cose erano cambiate e decisi di intraprendere
una nuova esperienza, per poi tornare a Castel del Piano, grazie a Michele
Castellani, circa dieci anni dopo, quando la Società si era unita con il San
Mariano”.
Sono
talmente tante le ragazze che sono cresciute con gli insegnamenti di Sabrina
Paparelli, che diventa difficile pensare ad una squadra in particolare, tra
quelle che ha allenato… tra Pila e Castel del Piano. “Purtroppo non ricordo una
squadra precisa, anche se – continua a raccontare il coach - quella
più forte che ho allenato è quella che lasciai a Lucia Biancucci, credo
facesse un campionato regionale… Ricordo soprattutto tante giocatrici, che in
qualche modo mi hanno lasciato un bel ricordo e non solo per le loro capacità,
ma perché sono rimaste davvero nel mio cuore, come… le sorelle Calzoni, le
sorelle Antolini, Annalisa Severini, Fabrizia Curti, Angela Giulioni, le
sorelle Covarelli, le sorelle Cassicci, le sorelle Bruno, Beatrice Zuccaccia,
Valentina Terradura, Barbara Uzzoli, Deborah Qualatrucci, Monica Montagnoli,
Arianna Gentili… Potrei continuare nella lista a lungo e sono certa di lasciare
qualche nome che invece porto ancora nel mio cuore, quindi forse è meglio che
mi fermo qui… Ma ti assicuro che ce ne sono ancora tante altre e con loro ricordo
anche i genitori, che sono sempre stati presenti e che in parecchie occasioni sono
stati indispensabili e utilissimi. Nel mio sestetto ideale, di certo ci sarebbe
Sara Calzoni, la giocatrice più forte che io abbia avuto, ci sarebbero Monica
Calzoni, Marinella Antolini, Claudia Covarelli, brava quanto matta… Poi
Beatrice Zuccaccia e Arianna Gentili, professioniste già da piccolissime… Ma
trovarne solo sei, mi mette in seria difficoltà!”.
Non
è difficile invece trovare qualche immagine particolare, dall’album dei ricordi
di Sabrina… “Ho dei flash di alcune gare, come quelle di un torneo a Todi dove si
giocava il 4x4. Vincemmo quel torneo grazie ad una piccolissima Sara Calzoni, che
praticamente giocava quasi da sola. Era veramente piccola e già si vedeva
quello che sarebbe diventata… Ricordo poi quando andammo a fare il torneo a
Roma, alla Banca d’Italia. Avevo con me un gruppo di ragazzine, credo avessero
13/14 anni, che non erano mai andate a giocare fuori regione. Per loro era
tutto complicato, anche fare il bagno in piscina e mi ricordo che feci di tutto,
tranne che l’allenatore! E’ stato divertentissimo e, anche se i risultati
agonistici non furono così brillanti (nemmeno li ricordo…), la giornata fu
assolutamente indimenticabile”. Alcuni dei gruppi allenati da coach
Paparelli, sono nell’album fotografico della nostra Pagina Facebook… “C’è
una foto – ci confessa – che non ricordavo… Mi ha fatto molto piacere vederla e il bello
è che ancora ricordo tutti i nomi delle ragazze!”.
Sono
passati tanti anni da quell’ormai lontano 1985, dal Teatro di Pila trasformato
in palestra… Sabrina ha lavorato con le più importanti società del perugino ed
è tuttora un punto di riferimento del settore giovanile della Pallavolo Perugia. “Ho
allenato in altre società – ci conferma, in queste ultime battute della
nostra chiacchierata - ma la cosa che più caratterizzava il Pila Castel del Piano, era il
numero delle persone coinvolte ed era tipico il fatto che quando c’era una gara
o un allenamento molte di queste persone venissero in palestra. Nelle altre
Società dove sono stata era difficile vedere dirigenti presenti agli
allenamenti o alle gare delle giovanili (categorie che io ho allenato
maggiormente) invece qui c’erano persone come… Fabio Cruciani, che penso che
sia stato presente quanto me in palestra, oppure Susanna Ceccantoni o tanti
altri, che non sto a nominare…”. Eh
già, che fossero un Teatro trasformato in palestra o un impianto “vero”,
allenatore e atlete, non erano mai sole… Perché, in un posto che molti hanno
vissuto come una famiglia, non ci si sente e non si è mai soli. E si cresce
insieme. E si vince. Perché, dove le cose si fanno con passione, si diventa
vincenti. Come Sabrina Paparelli. Che sarà sempre, il nostro… allenatore
vincente.
(M.C.)


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