MAURO BACECCI: LA FORTUNA… DI AVER VISSUTO QUEGLI ANNI


Avete presente... quando da bambini, il nonno, o qualche persona cara di una certa età… vi prendeva sulle ginocchia per raccontarvi qualche storia, qualche avventura ai limiti dell’incredibile… Magari accadeva più volte, questa cosa, e, non ci si stancava mai di ripetere quel rito un po’ magico… Rileggendo le risposte di Mauro Bacecci alla nostra intervista, non ho potuto fare a meno di pensare a questa cosa qua. E allora, se volete assaporare davvero le righe che seguono, immaginate che qualcuno di molto caro vi tenga sulle ginocchia e vi racconti una storia incredibile e bellissima… Mauro, può compierla, questa magia. Perché della storia che raccontiamo, sa davvero tutto… Mauro può farlo, come pochi altri, perché appartiene a quella categoria di persone che sono state “di tutto e di più”… Pater Patriae di sicuro, ma anche un po’ “Sir Alex” di casa nostra (il buon Ferguson capirà, a breve, che non l’abbiamo scomodato per caso…).

Ho allenato per 13 stagioni tra Pila e Castel del Piano e un totale di 18 squadrericorda Mauro. Ecco, Sir Alex, capisce perché… l’abbiamo scomodata? La storia pallavolistica del mitico coach pianese, un autentico record di longevità, paragonabile a quello del celebre manager dello United, parte ovviamente da molto lontano e in una maniera assolutamente particolare. Scopriamola insieme… Avevo 21 anni e lasciato il calcio e fatto il servizio militare, costituimmo un gruppo podistico. A settembre ci trovammo con i maschietti che andavano quasi tutti a giocare a calcio, rimanevano delle ragazzine ed era il periodo dei cartoni di Mila e Shiro e di Mimì. Decidemmo di… virare sulla pallavolo e io mi iscrissi ad un corso per allenatore: sono insomma tra i rari casi che hanno allenato prima di giocare! Contemporaneamente creammo il Circolo Ricreativo Castel del Piano con 14 tesserate: l’anno dopo ne avevamo già una cinquantina”. Facile dunque per coach Bacecci, parlare anche della sua primissima esperienza in panchina: La prima squadra fu l’under 13 del Circolo Ricreativo Castel del Piano, l’emozione era grande sia in me che nelle atlete, in fondo eravamo tutti neofiti, e ce la cavammo molto bene”.

Dunque, 13 stagioni consecutive nello stesso ambiente, guidando 18 squadre diverse: un bagaglio di storie, campionati e partite… che non ha uguali alle nostre latitudini. Per questo, il racconto, diventa davvero romanzo…Sinceramente mi sono divertito con tutte le squadre che ho allenato – afferma Mauro - anche perché abbiamo sempre fatto dei grandi campionati. Ne abbiamo vinti cinque e tre volte siamo giunti secondi. Altri primi o secondi posti poi nei campionati CSI e con la Juniores, senza dimenticare il bellissimo campionato di C2 1993/94 dove c’erano autentici squadroni e giungemmo quinti, battendo 3 delle 4 squadre che ci precedettero. Una menzione particolare va alla squadra che vinse la III Divisione 1993/94, un gruppo con il quale mi sono trovato particolarmente bene. La squadra che mi ha fatto dannare di più fu la C2 1994/95 che lasciai a 6 giornate dal termine. Intendiamoci, la maggior parte delle ragazze erano sempre le stesse e forse, dopo tanti anni insieme, gli stimoli venivano a mancare e il rapporto che ci legava, faceva si che non riuscissi più a far rendere quel gruppo per quello che era il suo reale valore. Così, seppure a malincuore, ritenni che era giusto farmi da parte per il bene della squadra stessa”. Mauro racconta così un frangente della storia che ha rappresentato un po’ la fine di un’epoca, di quel ciclo straordinario di vittorie legate proprio al nome di Mauro e alla crescita di un gruppo nato con la fusione tra Pila e Castel del Piano… Ma torniamo alle stagioni di coach Bacecci, parlando anche di partite, vittorie, delle tante gioie e, inevitabilmente, anche di qualche dolore… Tra le partite che ricordo con piacere ci sono Pila-Tiferno 3-1 del 91/92 che sancì la prima vittoria di un campionato, la promozione in serie D e la felicità delle atlete, dei dirigenti e dei genitori. Poi Pila-Ternana 3-2 nel 92/93 dove, sotto 2-0 e 10-6 nel terzo, rimontammo e salvammo quella meravigliosa imbattibilità durata due anni! Infine, una grande vittoria, il  3-0 del 93/94, alla prima giornata di C2, contro il Volley 86 Petrignano, che vinse poi il campionato con sole 3 sconfitte! Tra le sconfitte che mi hanno fatto arrabbiare molto, dico CR CdP-Pievese 2-3 nella seconda divisione 89/90, contro una squadra che concluse con soli  10 punti in classifica e noi perdemmo solo con loro nel girone di ritorno, fallendo la promozione per due soli punti… Poi non posso non citare chiaramente le due sconfitte consecutive in C2 94/95 a Terni con la Bosico e con Narni in casa, che mi portarono alla decisione delle dimissioni”.

Tra le mura del Cva e quelle della Territoriale, decine di atlete hanno vissuto stagioni indimenticabili insieme al loro coach… Come già detto per le squadre, anche dei singoli ho solo ricordi positivi ed è sempre un piacere rivedersi. Dovrei veramente nominarle tutte, una ad una, perché ognuna di loro è stato un tassello importante di questa magnifica avventura.  Se costretto, faccio due nomi: quello di Sara Calzoni, talento puro, serietà e attaccamento alla maglia e quello di  Sabrina Covarini, che ho avuto con me dal Superminivolley e Under 13 del 1987/88 e con la quale ho condiviso oltre le vittorie con il Pila-Castel del Piano anche quelle con la Libertas Perugia, dalla serie D alla B2”. Difficile per Mauro, come per tutti i tecnici, pensare ad un sestetto ideale, formato dalle giocatrici che ha allenato con i nostri colori.. Il sestetto idealeconferma il mister - è impossibile farlo, perché le categorie erano diverse. Stessa cosa per il sestetto più forte allenato. Dovendo scegliere dico quello che vinse la D nel 92/93 senza subire sconfitte e che continuava la striscia di vittorie iniziata l’anno precedente”.

Un capitolo, o forse addirittura un libro a parte, potremmo dedicarlo agli aneddoti, al dietro le quinte, a tutto ciò che, oltre ai risultati sul campo, alla crescita umana e sportiva di ognuno dei protagonisti, ha rappresentato davvero l’essenza di un grande, bellissimo gioco… Qui, il racconto di Mauro, diventa quasi leggenda… “Aneddoti ce ne sarebbero tanti… Dalla Monica Fagioli che batteva da sotto e colpiva il tetto della palestra,  alle bombe in battuta della Daniela Covarino che se entravano erano micidiali… Dallo stop con palla in gioco di Laura Mignini, perché una farfalla si era fermata nel rettangolo di gioco e lei aveva paura che la schiacciassero, a Mariangela Antolini, giocatrice-custode che tra un esercizio e l’altro andava a pulire gli spogliatoi, alla bellissima esperienza della Sardegna, fino alle scaramanzie mie e di Piero Capaccetta in panchina. Ma un episodio particolarmente curioso capitò in un torneo del CSI, in panchina con me c’era il Finto, si giocava due set su tre e perdevamo 1-0 e tipo 13-5. Ci si avvicinò un genitore e ci chiese quanto mancava; risposta: “un paio di minuti”. Subìti altri due punti, io e Michele ci alzammo per andarcene, ma l’arbitro fece riprendere il gioco, perché probabilmente  avevamo segnato un punto in più per gli avversari. La partita finì circa un'ora dopo, con la nostra vittoria 2-1!”

Episodi, piccole storie che, messe insieme, hanno rappresentato l’essenza di quel tutto, che Mauro Bacecci sintetizza in maniera perfetta: “Sono stati anni troppo belli e non torneranno mai più… Penso che abbiamo fatto una grande cosa per i giovani del nostro paese, creando insieme un ambiente in cui gli ingredienti essenziali sono stati...  la disponibilità di diverse persone a dare una mano…  l’amicizia che legava e lega ancora oggi tutto il gruppo dirigenziale e il piacere di trovarsi in palestra e fuori. Insomma è stata un’esperienza… unica, magnifica, inimitabile: una fortuna averla vissuta”.

Proprio per tutte queste cose che Mauro ha appena ricordato, abbiamo pensato che gli strumenti più moderni della comunicazione, i social,  fossero perfetti per raccontare un’esperienza così speciale, “riscoperta” da molti degli stessi protagonisti, come conferma lo stesso Mauro: “Mi ha davvero colpito l’affetto e il piacere dei ricordi di chi ne ha fatto parte. Proprio ieri una ex LEM ha condiviso il post con la foto della squadra del 96/97 e ha scritto tra l’altro …poi spunta questa foto ed è una gioia infinita…”.

Infine, a chiunque oggi voglia cimentarsi nelle vesti di coach, in qualsiasi ambito e nella pallavolo in particolare, diciamo di ascoltare le parole di Mauro: Date il meglio di voi stessi per il gruppo che siete chiamati a gestire, senza mai mollare, collaborando e facendovi aiutare per qualsiasi cosa dalla dirigenza… senza mai dimenticare che è un gioco e che il rapporto umano viene prima di tutto”. 

La chiacchierata con Mauro Bacecci è arrivata davvero in fondo, anche se chissà quante cose ci sarebbero ancora da raccontare. Ma... i titoli di coda incombono, c’è un collage di foto che scorrono sullo schermo… Mauro, Dania, Luciano…  E la voce di Claudio Baglioni che canta ciò che già sappiamo, perché, noi, lo abbiamo vissuto…

“E quel tempo è un film di mille scene… Noi che volevamo fare nostro il mondo… Gli anni più belli.. Noi…”.

Si, sportivamente parlando, e forse non solo, davvero, i nostri anni più belli...

(M.C.)

Commenti

  1. Non dimenticate che Mauro ha allenato anche la maschile con 2 promozioni consecutive dalla Prima Divisione alla serie C. Grazie Mauro di questi anni meravigliosi e.... tanti AUGURI!!!!

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