NOI CHE SIAMO STATI IL CALAIS


“Rimarrà indelebile il calore della società e la gente del paese che ci veniva a vedere tutti i sabati, come se fosse l'evento del week-end…”.

In ogni racconto, in ogni versione della nostra storia, c’è un dettaglio, un piccolo particolare, racchiuso in poche parole, che ti fa brillare gli occhi… Perché il tempo che passa, che ci allontana da quell’epoca d’oro del nostro volley, rischia di farci dimenticare proprio quel piccolo dettaglio. Che invece fa la differenza. Spiega un fenomeno, una magia. Come quella di un paese innamorato della sua squadra. Di un manipolo di ragazze del quartiere, di bambine diventate ragazze e poi donne... che portarono una piccola società a giocarsi un Campionato Nazionale.

Noi siamo stati il Calais.

Forse non tutti la conoscono la favola sportiva del Calais. Squadra di dilettanti del nord della Francia, di una piccola città, con un piccolo stadio che, nel 2000, passo dopo passo, turno dopo turno, arrivò a giocarsi la finale della Coppa di Francia. Un miracolo che nacque in un villaggio di pescatori sulle coste dell’Oceano Atlantico, il miracolo di una squadra il cui simbolo è un canarino… Proprio il nostro simbolo!

Ma, adesso, è tempo di raccontare la storia dal principio, la storia di Laura Nicolini, una delle ragazze del miracolo Calais… Pardon, del miracolo Pro Pila – Castel del Piano…

Una ragazza di uno dei due paesi che formano il nostro binomio che però, arriverà tardi a vestire la sua maglia più bella…

“Ho iniziato a giocare a 11 anni – ci racconta Laura - dopo anni di danza classica, spinta dai cartoni animati dell'epoca (Mimì Ayuara in particolare). Ma nonostante fossi pilese di nascita sono approdata in questa società solo nella stagione 1993/94 dopo il minivolley e supermini a San Sisto e diversi anni di Sirio, spinta dalla voglia di cambiare e iniziare la splendida avventura della serie C2. Purtroppo, dopo il primo anno c’è stato uno stop, dovuto a problemi di cartellino, che mi hanno portato la stagione successiva a cambiare squadra:  tornai per un anno in prestito al  San Sisto in serie D (campionato che tra l'altro vincemmo) ma il mio cuore era rimasto alla Territoriale, dove ho sempre dichiarato di voler tornare a giocare e così è stato. La stagione 1995/96 fu sicuramente la migliore, con quella vittoria di campionato che ci fece approdare nel primo Campionato Nazionale dell'epoca, la Serie C1! Ci fece provare delle emozioni indescrivibili… In fondo noi ragazzine di paese avevamo compiuto un'impresa storica! Già solo affrontare certe trasferte ci sembrava un viaggio enorme, ma la voglia di giocare e il sostegno della società non ti facevano pesare niente… Non ricordo la mia prima partita sinceramente (sono passati troppi anni e la memoria non è più quella di un tempo) ma di ricordi ce ne sono così tanti che ci si potrebbe scrivere un libro. Le sfide contro Umbertide per me rimarranno sempre le più indelebili come rimarrà indelebile il calore della società e la gente del paese che ci veniva a vedere tutti i sabati come se fosse l'evento del week-end”. 

L’evento, la tua gente, essere il centro del mondo sportivo di quelle due piccole comunità, unite da un progetto sportivo che, sia al femminile che al maschile, ha portato le squadre maggiori a livello nazionale: la serie C1 per le ragazze, gli spareggi per la serie B per i ragazzi. Noi, come il Calais… i nostri traguardi, come una Finale al Parco dei Principi di Parigi.

Il tutto, senza snaturarsi, rimanendo fedeli alle proprie regole e ai propri valori.

AMICIZIA – ci spiega Laura - questa è la prima parola che mi viene in mente pensando alle bellissime stagioni passate alla Pallavolo Pro Pila-Castel del Piano, anni stupendi che hanno segnato la mia via, pallavolistica e non. La nostra forza era il gruppo (oltre alla tecnica chiaramente, che le ragazzine di oggi se la sognano, non me ne voglia nessuno, ma dopo l'avvento del libero il modo di giocare è cambiato e le giocatrici non sanno più fare di tutto un po’, come in quegli anni), un gruppo di ragazze che univano all'amore per questo bellissimo sport, l'affinità al di fuori del campo. Con Sabrina e Lara già ci conoscevamo in quanto compagne di classe, Elisa veniva come me dalla scuola Sirio, e con le altre è nata un'amicizia speciale che ci lega tutt'ora: noi siamo le AMICHE DEL VOLLEY! Con alcune abbiamo un gruppo WhattsApp che si chiama così e che ci consente di tenerci in contatto, nonostante gli impegni familiari e lavorativi ci tengano lontane,  e ci permette tutt'ora di organizzare qualche cenetta. Abbiamo condiviso gioie e dolori in campo, ma anche serate a non finire e anni di vacanze insieme, che tutt'ora ritiriamo fuori per farci quattro risate!”.

Si torna alla Territoriale con Laura, si riparte da lì, per un lungo viaggio nei ricordi, in cui si mescolano volti, persone, partite e aneddoti…

“Dopo i quattro anni passati alla Territoriale – continua la Nico, nel suo racconto - ho girato diverse società, con le quali mi sono comunque trovata benissimo, ma la Magia di quegli anni resta unica... Ho ritrovato il nostro mitico coach Mauro Bacecci da "grande" a Ellera: con lui ho riprovato la gioia di vincere un campionato (poi lui ha voluto smettere, ma io non glie l'ho data vinta!). Oltre a Mauro ricordo con piacere Lucia Biancucci che avevo già avuto l'onore di conoscere alla Sirio e che era una guerriera nata (come già hanno ricordato le mie amiche, rimarrà storica quella partita in C1, in casa contro Jesi, dove si presentò in tuta mimetica... perché forse non avevamo capito che quella doveva essere una guerra…), di lei ho sempre avuto una grande stima e so che lei l'aveva per me: sono cresciuta tanto in quegli anni e glielo devo. La compagna di squadra più folle? Indubbiamente la mia grande amica Stefania Cuccagna (senza nulla togliere alle altre, visto che eravamo un bel gruppo di pazze). Lei negli anni ha creato una routine... L'ultimo allenamento della stagione andava fatto rigorosamente con borracce truccate!!! Il sestetto migliore comprende sicuramente lei al centro col nostro capitano Sara Calzoni, Lara e Sabrina (palleggiatore e opposto) e in banda che dire... Non mi piace fare una graduatoria visto che a mio parere eravamo tutte brave e meritevoli… Mella, Mara, Monica, Elisa e naturalmente io… Un gruppo splendido e affiatato che non avrà eguali... Ho vissuto tante altre stagioni (25 di Fipav in tutto) belle e speciali, ma non mi stancherò mai di dire che quegli anni passati alla Territoriale sono stati magici... Ma vogliamo poi parlare delle cena da Max?! Sono state parte integrante delle nostre serate e del nostro affiatamento di squadra, anche con la maschile chiaramente e devo dire che ho avuto la fortuna di continuare a parteciparvi anche negli ultimi anni in cui ho giocato a Ellera, perché mentre qualcuna ha alzato bandiera bianca un po’ prima, io e lui siamo stati veramente irriducibili!”.

Credeteci è davvero assolutamente incredibile e sorprendente, che atlete di grande spessore ed esperienza come Laura Nicolini, abbiano fissato nella mente e nel cuore le stagioni vissute sotto le insegne della Pro Pila – Castel del Piano! Assolutamente incredibile… Quindi non ci si deve stupire se Laura ci congedi così: “Un consiglio che mi sento di dare a una bambina oggi? Gioca a pallavolo... Costerà impegno e sacrificio, ma se avrai la fortuna di trovare un gruppo e una magia come la nostra... Questo sport diventerà un tunnel dal quale non se ne esce... Perché, sappiate una cosa... io ancora non ne sono uscita eh?!”.

Che dire se non: fantastico. Fantastico aver vissuto quegli anni e serbarne un ricordo così vivo, importante e presente.   

Ma… Ricordate da dove siamo partiti…? Calais, alta Francia, sullo stretto di Dover. La favola del Calais, una delle più incredibili dello sport… La leggenda narra che il Presidente Jacques Chirac, prima della Finale della Coppa, mandò al coach dei canarini un telegramma di auguri con scritto: “Noi siamo la Storia. E la Storia non muore mai”.

Ecco, se vi capita di ricordare di aver indossato una maglia col canarino posto all’interno di uno scudetto, ricordare cosa siete stati… La Storia. E la Storia non muore mai...

(M.C.)

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