POLVERE DI STELLE
Chissà se si è mai immaginato col cappello di un mago, con in testa quel copricapo a forma di cono, tempestato di stelle… Ci piace pensarlo con questa immagine, Emanuele Sbano… Pensare al suo passaggio tra le mura della Territoriale e, per estensione, tra quelle dell’amatissimo Palasport Evangelisti dell’epoca Sirio, con la capacità di chi sa cogliere gli ultimi bagliori di certe affascinanti comete che hanno attraversato il nostro cielo sportivo… Un mago, capace di regalarci gli ultimi bagliori luminosi, proprio come polvere di stelle…
Gli ultimi successi della gloriosa Sirio Perugia (una Supercoppa Italiana e la Champions League 2008) prima di un rapido declino e la più grande stagione del volley maschile targato Pro Pila – Castel del Piano, prima di un triste stop dell’attività… Polvere di stelle che abbiamo avuto il piacere di vivere e che dobbiamo anche alle capacità di tecnico nel primo caso e di giocatore nel secondo… del cosentino Emanuele Sbano!
Per quanto riguarda le vicende di casa nostra, ovvero quelle del volley “tra Pila e Castel del Piano” è proprio il nostro ex opposto a raccontarci quale percorso lo portò a vestire il marchio Visetur nel campionato di Serie C2 1996/97.
“Praticamente io sono venuto a studiare a Perugia – ci racconta Emanuele – e, prima di arrivare a Castel del Piano, ho giocato nel Cus Perugia nell’anno della promozione dalla B2 alla B1. Di fatto però, in quella stagione ho giocato pochissimo, per cui l'anno dopo non avevo alcun dubbio sul fatto di voler andare a giocare dove potevo divertirmi e dare un senso a tutti i sacrifici che facevo. Il mio stile? Quando prendo un impegno cerco di portarlo sempre a termine, e così è stato anche al Cus: sono stato lì fino all'ultimo, fino alla fine, allenandomi sempre e facendo del mio meglio. Come sono arrivato a Castel del Piano? Praticamente conoscevo Antonello Marino perché giocavamo insieme in provincia di Cosenza, facevamo tanti tornei di beach volley durante l'estate… Lui sapeva che io volevo cambiare squadra e mi ha prospettato questa situazione di Castel del Piano, per cui mi sono semplicemente spostato dove potevo giocare e divertirmi!”.
Sarà un’annata quasi trionfale, quella di Sbano e compagni… “Quando in un torneo di 26 partite ne vinci 25, di cui 20 addirittura per 3 a 0, ti rendi conto di aver fatto qualcosa di storico… Non so quante altre squadre possano aver fatto altrettanto. E’ andato davvero tutto liscio, è stato tutto bello… L’unica pecca in quell'anno sono state le due finali perse contro il Cavalieri Parma per la promozione in serie B”.
Quel finale di stagione, almeno nel caso di Emanuele, ha anche una spiegazione di carattere fisico, che è molto interessante da ricostruire. Ancora Sbano: “Ero principalmente uno studente universitario, quella era la mia priorità e all’inizio della stagione non facevo mai preparazioni particolari… Così come non facevo nulla durante le festività natalizie, quando ci sono i richiami, perché tornavo in Calabria… All'inizio dell'anno stavo quasi sempre bene perché facevo tanto beach volley sulla spiaggia, giocando sempre diverse ore al giorno, per cui non avevo problemi, ero allenatissimo. È chiaro che poi a fine anno invece, ero sempre mal messo e mi ricordo che quell'anno, nello spareggio, dopo aver vinto il primo set della partita di Parma… per me fu una debacle. Arrivai alla partita di ritorno con tutte e quattro le ruote a terra… In più faceva un caldo impressionante… Per cui, diciamo che più che una delusione ci fu il rammarico per il fatto che, arrivati a quel punto, ce la saremmo potuta giocare meglio… Però io, sinceramente, non ce la facevo più… Quella fu l’unica pecca di un’annata che è stata, ripeto, storica…”.
Divertimento e risultati, sempre nel rispetto delle regole del gruppo: quelle che Emanuele metteva in partica da giocatore e che poi chiederà di rispettare quando vestirà i panni di coach. “Il divertimento non può essere scisso dal rispetto delle regole del gruppo, perché non puoi fare tutto quello che vuoi. Comunque sei all'interno di un gruppo e devi rispettare delle regole. Io nell'anno del CUS Perugia non toccavo mai il campo, però ero ogni giorno lì ad allenarmi, pur sapendo che non avrei mai giocato, mentre magari i miei coetanei andavano a mangiare la pizza, andavano a divertirsi, a ballare… Io dovevo andare ad allenarmi…”.
Sedute che, anche alla Territoriale, erano piuttosto pesanti, come ricorda ancora Emanuele: “A Castel del Piano l'allenamento alle 21 era massacrante… Non ero abituato ad allenarmi a quell’ora, con gli orari sballati della cena… Poi io avevo l'università di mattina, era pesante… Ma finché le cose vanno bene, passi sopra qualsiasi cosa!”.
Un sacrificio ben ripagato insomma quel torneo 1996/97 vissuto “tra Pila e Castel del Piano”. Mesi che saranno una sorta di segno del destino nel percorso perugino di Emanuele Sbano… Polvere di stelle… Ricordate? “Dopo Castel del Piano ho smesso di giocare: è stato il mio ultimo anno da giocatore vero. Poi, a 24 anni, mi sono messo ad allenare”. Si gode quell’ultima scia di grande volley giocato il nostro ex opposto, prima di volare verso altre stelle… La sua biografia dice tutto: dal 1997 al 1999 guida il Foligno ottenendo la promozione in serie D. Dal 1999 al 2001 entra a far parte del Trevi Volley in qualità di secondo allenatore in B1, centrando il traguardo dei play-off, mentre come allenatore delle giovanili raggiunge la Finale Regionale Under 18. Nel 2001 è uno dei selezionatori provinciali della Federazione ed entra a far parte della Sirio Perugia con responsabilità delle squadre giovanili, collaborando anche con la prima squadra. Nel 2004 diventa ufficialmente il vice allenatore della formazione di serie A1. Tre stagioni da vice di Massimo Barbolini e poi, come abbiamo ricordato in apertura, gli ultimi scampoli del grande volley femminile perugino. Polvere di stelle... che luccicano ancora nei nostri ricordi… Polvere di stelle, la scia di una cometa indimenticabile… Su quella scia, c’era e c’è ancora, il nome di “uno dei nostri”: Emanuele Sbano!
(M.C.)

Commenti
Posta un commento