TRA LA PIEVAIOLA E IL CUORE
“Un
sogno si è avverato: far tornare a casa uno dei pezzi più pregiati del
volley!”. Chissà se, in quell’estate… in cui la Pro Pila Castel del Piano
riuscì ad ottenere, dalla Sirio, il prestito di Elisa, anche Milena Calzoni, il
nostro presidente di allora, disse qualcosa del genere! La dichiarazione che
apre il nostro pezzo di oggi è del 9 giugno 2006. A pronunciarla fu Claudio
Sciurpa, presidente del Perugia Volley, nel momento in cui si avverava il sogno
di riportare a casa, “strappandolo” ad una big come Modena, il fuoriclasse
perugino Damiano Pippi!
Accadde
la stessa cosa con lei, con Elisa Bartoccini. Fu un’impresa non da poco,
riuscire a strappare al floridissimo vivaio della Sirio, cui un po’ tutte le
società pallavolistiche dell’hinterland perugino provavano ad attingere, quel
talento cristallino di casa nostra. Eh sì. È stato un po’ un sogno riportare a
casa, almeno per qualche stagione, tutte le più forti pallavoliste cresciute
tra Pila e Castel del Piano (oltre ad Elisa, anche Laura Nicolini, per esempio…)
per costruire il gruppo più straordinario della nostra storia: una squadra che
ha scritto pagine sportive indelebili. Lei, Elisa, cresciuta a poco più di un
chilometro, in linea d’aria, dal Cva e dalla Territoriale, non poteva non
tornare a casa, non poteva non diventare una protagonista assoluta del nostro
volley, insieme alle sue fantastiche compagne di squadra. Dalla Sirio a casa.
Come Damiano Pippi, da Modena a casa... E proprio come il “Gabbiano
Azzurro”, uno dei liberi più forti di ogni tempo - che fu per quattro campionati
colonna della Rpa - anche Elisa ha avuto l’opportunità di giocare per quattro
stagioni “a casa”. Tra la via Pievaiola e il cuore, come scopriremo tra un po’…
Intanto,
facciamoci prendere per mano dal racconto di Elisa… “Ho giocato a pallavolo 16 anni,
di cui 4 passati alla Territoriale di Castel del Piano. Ricordo il primo anno
con coach Bacecci come uno dei più belli, fatto di emozioni, amicizia, risate e
tanta voglia di fare bene nel campionato di serie C2. In realtà –
continua Elisa - la mia esperienza a Castel del Piano iniziò qualche anno prima, al Cva,
ma da avversaria… Avevo 13 anni, il mio primo anno di gioco, vestivo la maglia
della Sirio Perugia e il campionato se non ricordo male era quello di
seconda divisione. Ho un ricordo nitido di quella giornata, con il CVA colmo di
gente che tifava le sue ragazze (ricordo in campo Lara, Sabrina, le sorelle
Bonomi, le cugine Daniela e Ilenia Covarino) tutti agguerriti ma corretti nel
sostenerle. Rimasi colpita dal calore della gente, dalla grinta delle
avversarie (anche perché giocavano contro la Sirio) e sicuramente non pensavo
che, poco dopo, sarei anche io entrata a far parte della loro meravigliosa
“famiglia”…”.
Come
abbiamo già scritto in altre interviste, non c’è alcuna retorica nell’associare
il concetto di famiglia ad una società sportiva come quella che raccontiamo
attraverso le parole dei protagonisti. Anche perché, quando “torni a casa”,
come nel caso di Elisa, la tua famiglia è lì, pronta ad abbracciarti… “Ritornando
al mio primo anno giocato con il Pro Pila Castel del Piano – continua
il racconto dell’ex schiacciatrice - posso dire che la cosa che mi colpì di più,
fu la facilità con la quale mi integrai nel gruppo grazie alle ragazze che mi
accolsero… Ogni allenamento era fatto di esercizi, sudore, rispetto, ma anche
di risate, battute e sostegno. Quegli anni sono stati un mix di allegria,
rispetto e amore per uno sport che unisce più di molti altri. La bellezza e la
schiettezza di tutte le persone che ruotavano intorno alle squadre era
palpabile e non ebbi alcun problema ad adattarmi e ad innamorarmi subito di
tutti”.
Sul
tema dell’innamoramento, la storia prende una piega davvero speciale… Eh sì, il
destino, ha preparato il ritorno a casa più speciale che esista… Sennò,
che “dalla Pievaiola al cuore” sarebbe…? Ce lo spiega meglio Elisa… “In
verità… e qui devo menzionare Sabrina Covarini che ci mise lo zampino… la
parola innamorarmi non riguardò solo l’ambiente pallavolistico, le giocatrici,
le innumerevoli cene a casa di Max e Patrizio, ma anche l’uomo che nove anni
dopo divenne mio marito: il Mezza…”. E’ il cerchio del destino che si
chiude… Che racconta come la pallavolo, al nostro tempo, alle nostre
latitudini, tra un’alzata e un diagonale, sia stato davvero qualcosa di magico…
La
storia del “ritorno a casa” di Elisa però, non è tutta “rose e fiori”. Elisa è
un’ottima giocatrice, un’atleta serissima, un elemento di cui non ci si può
privare tanto facilmente. La casa madre la reclama per progetti ambiziosi. Il
prestito, meccanismo col quale è arrivata alla Pro Pila – Castel del Piano è
provvisorio, stagionale. E così... “Dopo il primo anno fui richiamata dalla
Sirio – spiega Elisa - con
tante lacrime versate… Mi proposero di giocare in serie B2. Era una occasione
da non perdere così accettai, ma l’anno successivo ritornai a Castel del Piano
ancora con coach Bacecci, al quale poi seguirono Lucia Biancucci e Andrea
Madau”.
E’
il “secondo tempo” del ritorno a casa di Elisa, saranno tre stagioni
consecutive particolarmente intense. “Di questi tre anni ricordo tanti episodi…
Lo striscione fatto dai ragazzi contro la Saro, le partite agguerrite contro
l’Umbertide e ovviamente il campionato vinto, che portò noi e Castel del Piano
per la prima volta a giocare il campionato di serie C1. La prima cosa che però
che mi viene in mente, pensando a quegli anni, è senza dubbio il tifo sugli
spalti del mio papà con il papà delle sorelle Calzoni, di Mara Moretti e Lara
Perella, sempre pronti a urlare (anche troppo) per sostenere le proprie figlie…
Anche se qualche volta era imbarazzante sentire quei “ohhhh” gridati ad alta
voce! Un altro ricordo – continua Elisa nel suo viaggio nella memoria - è
rappresentato dalla festa che ci organizzarono per festeggiare la vittoria del
campionato, con quel telo nero che dovevamo oltrepassare per entrare in campo a
farci applaudire dalle tante persone accorse alla territoriale sulle note di
“We are the Champions” e le magliette con scritto “Son proprio forti sti
pallavolisti” che ancora ho nel cassetto, insieme ad una maglietta di un torneo
giocato a Terni, in occasione di un gemellaggio fatto con la Pallavolo Ternana.
Ovviamente qui non posso non menzionare gli amici Stefano e Stefania, Letizia e
Mauro Chiappafreddo, Francesco Longo, Cristina, Claudia e Silvia…”.
E’
un racconto ricco di emozioni quello di Elisa, di successi e di qualche
cruccio, perfino di parole messe nero su bianco… quelle di chi, certe stagioni,
ha provato a raccontarle… “Di questi anni – confessa la
protagonista di questo racconto - porto nel cuore tanto, ma custodisco nel
cassetto una copia di Te-Le Suono News con un articolo scritto da Marco
Cruciani, il giorno del mio rientro in campo dopo un infortunio alla spalla.
L’articolo intitolato “Torneranno gli angeli” mi emozionò così tanto da farmi
piangere prima dell’inizio della partita… Se devo parlare delle delusioni che
ho impresse nella mente faccio fatica… Sicuramente, conoscendomi, avrò storto
la bocca ad ogni sconfitta o ad ogni partita giocata male o non giocata. Forse,
pensandoci bene, mi affiora alla mente il ricordo di una gara persa contro
l’Umbertide che ci costò, per qualche settimana, il primato in classifica...”.
Di
Sabrina Covarini in “versione Cupido” abbiamo già detto, ma nel percorso
nostrano di Elisa, diversi sono gli spunti “individuali”. “Delle
compagne di squadra – ci dice ancora Elisa - ricordo tutte con grande affetto…
Con alcune a tutt’oggi c’è una splendida amicizia: vivendo a Castel del Piano
molte le rivedo (ahimè, perché vuol dire che siamo diventate grandi!!!) fuori
da scuola portando i figli. Su tutte ovviamente Lara, Sabrina, Stefania, Laura
(con le quali ho continuato a giocare anche dopo gli anni di Castel del Piano),
Sara, Marinella e Monica, che ho ritrovato portando agli allenamenti di
pallavolo i nostri figli. A Castel del Piano ho avuto la fortuna di trovare
allenatori bravi e competenti come Lucia e Andrea Madau Diaz, ma con coach
Bacecci, oltre a questo, ho trovato molto di più... Se dovessi scegliere un
sestetto da mettere in campo – conclude la Bartoccini - schiererei
la mia cara amica Lara in regia, con Sabrina opposto. Al centro Sara e
Stefania, la pazza del gruppo, alla banda invece è più difficile… Se dovessi
fare una scelta dettata dalla difficoltà agonistica di stare in panchina, direi
io con Monica, anche se Laura, Marinella e Mara erano altrettanto forti!”.
Ritrovare
le proprie ex compagne di squadra… agli allenamenti dei propri figli… Non è
fantastico? Sono davvero ragazzi fortunati quelli che possono contare su qualcuno
che è già passato per certe strade e può spiegarti che… “devi entrare in palestra
– è ancora Elisa che parla - con la voglia di imparare, di mettersi in
discussione davanti a tutti, con la consapevolezza che, anche senza volerlo,
giocando a pallavolo si instaureranno dei legami così forti da far battere il
cuore e ricordi indelebili da poter raccontare anche dopo tanti anni, come
stiamo facendo noi, grazie a questa bellissima iniziativa...”.
Ed eccolo lì, che ritorna. Il cuore… Faro, luce, guida indispensabile in questo cammino… E’ una storia di sport, passione, sentimento, quella di Elisa, del Mezza, delle loro bimbe. Oggi sono in cinque… Come dite? Non si gioca a pallavolo in cinque? Ancora non avete capito chi è il sesto…? Allora, amici, rileggete il titolo e capirete tutto. Leggerete una storia... che parte da Elisa, dalla Pievaiola, e vi porta dritti al cuore…
(M.C.)

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