DANIELA E LA NAZIONALE DI PALLAVOLO


Inizio degli anni ‘80. 1981, per la precisione. L’anno dell’attentato al Papa in Piazza San Pietro, del matrimonio di Carlo e Diana, del primo personal computer prodotto da IBM. Ma, per quanto quelli appena ricordati siano tutti eventi storici, non è da qui che vogliamo partire.

Per il nostro microcosmo sportivo, anche un po’ incredibilmente se volete, il 1981 sarà un anno quasi decisivo. Perché nel 1981, in tv, va in onda il primo dei 104 episodi del cartone animato “Mimì e la nazionale di pallavolo”.

Ce ne hanno parlato già, di Mimì Ayuhara, della studentessa di ginnasio appassionata di pallavolo… alcune nostre ex atlete come Laura Nicolini, Sara Calzoni, Sabrina Covarini, Marinella Antolini, Vilma Menicucci e perfino Mauro Bacecci, il coach per antonomasia: “A settembre ci trovammo con i maschietti che andavano quasi tutti a giocare a calcio, rimanevano delle ragazzine ed era il periodo dei cartoni di Mila e Shiro e di Mimì. Decidemmo di… virare sulla pallavolo…”.

Per questo non ci sorprende che, ancora una volta, l’avventura sportiva che stiamo per raccontare sia stata ispirata da quel benedetto cartone animato, che ha cambiato la vita di molte ragazze dell’epoca.

Tra queste, c’è anche lei, Daniela Galli, che ci racconta la sua storia proprio dall’inizio…

“Ho iniziato a giocare a pallavolo all’età di 12 anni con la squadra del mio paese, attratta dal cartone animato di Mimì Ayuhara. Non perdevo una puntata e con le mie amiche del vicinato mi allenavo cercando di imitare le “mosse” della straordinaria protagonista. La passione per la pallavolo che dimostrava Mimì diventò contagiosa, tanto che in quel periodo, noi ragazzine, numerose, iniziammo a praticare questo sport. Quando ho iniziato non pensavo che avrei continuato a giocare per così tanto tempo! Fino alla conclusione dei miei studi universitari, infatti, ho giocato in varie categorie (under 15, terza, seconda e prima divisione)”.

La fantasia – un cartone animato, un gioco, una passione – che diventa realtà, si trasforma in qualcosa che ti farà compagnia per anni… Sono le “vite parallele” di Mimì e Daniela, studentesse e pallavoliste, unite dagli stessi sogni…

“Il mio ruolo - continua a raccontare Daniela - era opposto: non posso raccontare grandi performance, perché sono sempre stata “più brava con la penna che con la palla”, ma ricordo quegli anni con grande nostalgia. Mi sono divertita tanto e soprattutto “sono stata bene” in quella palestra che era diventata per me una seconda casa: l’amicizia, la spontaneità e la voglia di stare insieme rendevano tutto speciale”

Mimì e le sue compagne (Midori, Sonia, Caterina, Maddalena, Anna…) crescono insieme, come è accaduto meravigliosamente a Daniela e alle sue colleghe di spogliatoio…

Eravamo un gruppo di amiche – ci dice Daniela - prima che di compagne di squadra: tra di noi c’era confidenza, complicità ed affetto sincero. Al mio diciottesimo e alla mia festa di laurea erano tutte presenti e con loro gran parte della società. Alcune di loro le frequento ancora e con tutte comunque rimane un filo invisibile che ci unisce per quello che abbiamo vissuto insieme”.

La “nazionale di pallavolo” di Daniela è insomma una squadra che si consolida nel tempo: un team nel quale più dei risultati sportivi, alla fine, sono i valori il vero collante di un’esperienza formativa sotto molti punti di vista.

Anche nella “nazionale di pallavolo” di Daniela Galli c’è stato un “mister Diego Nacchi” (quello del cartone è un coach piuttosto strano, dalla barba lunga, che indossa costantemente un paio di occhiali da sole scurissimi) il cui ruolo è determinante per dare un senso a tutto il percorso…

“Del mio primo allenatore -  ci racconta Daniela - ricordo solo il nome, perché rimase con noi poco tempo, ma ho impresse nella mente e nel cuore due persone che per anni sono stati per me non solo allenatori, ma soprattutto amici: Michele Castellani, soprannominato Finto e Mauro Bacecci.

Credo che l’eccezionalità dei miei allenatori e di tutta la società che ruotava intorno, sia stata proprio la capacità di “fare squadra” non solo in campo, ma anche dopo… Nello spogliatoio, nelle macchine che riempivamo per andare in trasferta, nelle pizzerie dopo andavamo a cena dopo le partite. Provo ancora oggi grande affetto e stima per i miei allenatori, che hanno sempre dimostrato grande passione per quello che facevano e ci hanno aiutato a crescere.

Sì, a crescere… Perché in uno sport di squadra come lo è la pallavolo, se si ha la guida giusta, come ho avuto io, si cresce, si impara a rispettare il proprio ruolo, ma anche quello degli altri, si impara a capirsi con uno sguardo, si impara a perdere, ad accettare l’errore tuo o di qualunque membro della tua squadra come l’occasione da cui ripartire per fare meglio, si impara a condividere gioie e delusioni”.

Chissà se Daniela, nel corso di quegli anni vissuti sottorete, ha mai pensato di vestire i panni dell’allenatore… Di certo, almeno inconsciamente, l’aver avuto anche in ambito sportivo ottimi maestri, deve aver contribuito ad alimentare qualche tipo di luce… di scintilla… di talento…

“Credo molto nel valore dello sport di squadra - ci spiega Daniela - e fortunatamente in questi ultimi anni ho avuto la possibilità di rivivere in parte l’esperienza della pallavolo, non come atleta ma da insegnante, collaborando con un’esperta speciale in questo campo: Sabrina Paparelli, che con eccezionale professionalità e dedizione ha insegnato mini-volley ai miei alunni”.

Ecco perché, anche senza indossare la maglia azzurra, Daniela, come Mimì, ha trovato a due passi da casa, la sua nazionale di pallavolo…

“Se dovessi scegliere un aggettivo per definire la mia esperienza pallavolistica la definirei AUTENTICA, vera come poche, perché vissuta “con il cuore” e arricchita da persone genuine, che dal niente hanno realizzato un mito (come è stata la storia della nostra “Territoriale”) spinte solo ed unicamente dalla passione!”.

Mimi Ayuhara è una ragazza che frequenta il Ginnasio presso la scuola Fujimi. Dopo un campionato eccezionale viene scelta per entrare a far parte della Nazionale juniores che giocherà negli Stati Uniti per il campionato mondiale…

Ma questa è solo una storia di fantasia, un cartone animato, che però ha ispirato tante bambine… Che sono cresciute anche sottorete, sono diventate grandi e hanno costruito qualcosa di importante nella vita reale. Nella “nazionale di pallavolo” della vita di tutti i giorni ci sono tante nostre ex atlete… Lei è l’opposto e potrebbe essere anche il capitano. Daniela, il capitano della… nazionale della Territoriale!

(M.C.)

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