GABRIELE VIOLINI... DALL'ALTRA PARTE, DELLA STESSA STORIA...
"Devo dire che sono rimasto molto colpito dal fatto che dopo tanti anni ci sia da parte di molti, un ricordo così chiaro e presente di quei momenti sportivi e non solo, che ci hanno visti interpreti insieme ad altri del volley umbro.
Per noi tutti, allenatori, dirigenti e giocatori, era chiaro in quel momento che fare sport, fosse un fatto collettivo d’insieme. Intendo dire che ognuno lavorava fuori e dentro il campo, sapendo di essere parte di un progetto più grande che aveva come obiettivo principale la pallavolo, ma che questa non era l’unico elemento che ci legava. Ne è la dimostrazione che dopo tutti questi anni, sia ancora rimasto un filo rosso che collega molti di noi, sia che fossimo colleghi di club che avversari, tanto da far diventare quel periodo un momento formativo non solo sotto l' aspetto sportivo ma anche sotto quello umano.
In quel periodo, ebbi la fortuna di allenare un gruppo di ragazzine (nate negli anni 1975/76/77) veramente brave, con le quali ho avuto l’onore di vincere le fasi regionali dell’allora Trofeo Topolino Mini e Super. Queste giovani atlete, sono state poi negli anni successivi l’ ossatura delle nostre squadre di volley della serie C per un lungo periodo.
La formula di svolgimento di quei tornei di mini e super mini volley, prevedeva che chi perdeva usciva e chi invece vinceva proseguiva e, come dicevo, all' epoca allenavo dei bei gruppi e quindi spesso si arrivava a giocare fino alla finale del torneo. Sulla strada per arrivare verso le finali, però c’era sempre da doversela vedere con alcuni ossi duri, che ad un certo punto di ogni torneo incontravo e con i quali ci dovevamo confrontare per andare avanti: erano 2 o 3 società, tra le quali Pila Castel del Piano, Foligno e Perugia con le squadre di Patrizio Arcangeli.
Per me Pila Castel del Piano è stata sempre un luogo di esame e confronto, e di misurazione della crescita tecnica che stavamo ottenendo, prima con le giovanili e successivamente in quei campionati di serie C, particolarmente in quell’anno memorabile di cui ancora tutti noi abbiamo un ricordo.
Devo dire che il livello tecnico a ripensarci ora, era veramente alto rispetto ad oggi.
Una partita tra tutte racconta per me, e ho scoperto con piacere anche per molti altri, quella storia. Si tratta della gara di ritorno tra noi e il Pila Castel del Piano ad Umbertide del campionato di serie C2 del 17 marzo 1996. Ricordo nitidamente con quanta pressione, per la prima volta nella mia storia di allenatore, vissi la settimana precedente la gara, il giorno della partita e come le ore precedenti, furono veramente piene d’ansia. Era un vero esame e siccome gli avversari erano oltre che forti tecnicamente, anche amici che avevo conosciuto e incontrato più volte nella mia strada sportiva, la posta era diventata ancora più alta. Alla fine come finì la gara purtroppo per me, si sa e obbiettivamente i valori sul campo furono rispettati con la vittoria del Pila Castel del Piano di Lucia Biancucci, ma in quell’incontro si concentrò un periodo molto bello del volley umbro che per me è stato da stimolo negli anni successivi.
Insomma quello fu un passaggio significativo di una storia che vedeva di fronte due società sportive che erano composte da persone orgogliose del loro lavoro, ognuno per le piccole o grandi responsabilità, ma parte di qualcosa che non si esauriva nelle sole 2 ore di gara.
Mi piace ricordare con queste poche righe, quel modo di fare sport, perché era sano, univa le persone e le collettività in cui vivevano e le faceva sentire parte di qualcosa che andava al di là della gara.
Bravi ragazzi del Pila Castel del Piano e in particolare ad Andrea che avete riportato l’ attenzione su quel mondo, senza nostalgie e in maniera propositiva, oggi c’è tanto bisogno di vederla come voi e noi l’abbiamo vissuta .
Un forte abbraccio a tutti nella speranza che anche oggi da qualche parte nel mondo del volley ci sia qualcuno che sappia reinterpretare e portare avanti quel tipo di filosofia sportiva.
Gabriele Violini


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